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GFL Milano - Incontro di Sabato 3 Dicembre 2011 -

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  • GFL Milano - Incontro di Sabato 3 Dicembre 2011 -

    ASSOCIAZIONE AMICI DEI BAMBINI
    GRUPPO FAMILARE LOCALE DI MILANO AFFORI
    2° INCONTRO ANNO 2011-12 IN PREPARAZIONE DEL 7° IMF
    3 DICEMBRE 2011
    FAMIGLIE MODERATRICI: CHESSA/PELLINI
    TESTO DI AUSILIO: AA.VV., LA FAMIGLIA IL LAVORO E LA FESTA, ROMA, LEV

    TRACCIA DI RIFLESSIONE PER L’INCONTRO

    1. LA CREAZIONE
    *** ha creato l’uomo e la donna differenti e complementari. “Cosى come il corpo femminile è predisposto da *** per accogliere il corpo maschile, allo stesso modo lo sono il suo cuore e la sua mente” (pag. 26, par. 4, del testo d’ausilio)

    2. IMPORTANZA DEL DIALOGO TRA GLI SPOSI
    Gli sposi sono chiamati a dialogare tra loro, con *** nella preghiera (personale e di coppia), coi figli (delle tre specie possibili)

    3. IMPORTANZA DEL SOSTEGNO TRA GLI SPOSI
    Lungi dal prevedere forme di competizione tra gli sposi, il matrimonio cristiano si basa al contrario sul sostegno tra l’uomo e la donna. Si crea un’alleanza nella differenza. L’alleanza è addirittura (quale immenso privilegio, di cui essere grati!) specchio dell’alleanza che *** ha creato con l’uomo nella storia. Il sostegno si deve svolgere nella pari dignità dei coniugi ed è importante che si svolga anche nel tempo della festa, quando c’è più tempo per stare insieme e i ritmi di vita sono più calmi

    4. LE COSEGUENZE DI DIALOGO E SOSTEGNO
    1a conseguenza: viene sconfitto il peccato dell’individuo e la sua solitudine di partenza. 2a conseguenza: l’uomo e la donna, diventando una carne sola, vengono abilitati alla generazione (nelle tre forme possibili)
    Le due frasi più significative del testo d’ausilio a questo riguardo ci sembrano:
    “Uniti in una sola carne, l’uomo e la donna potranno disporsi all’accoglienza, generando i figli e aprendosi alle forme di genitorialità dell’affido e dell’adozione” (pag. 29, par. 3, parte 1)
    “L’intimità coniugale e domestica è il luogo predisposto e voluto da *** stesso dove la vita umana viene accolta e apprende tutta la costellazione degli affetti e dei legami personali (tra genitori e figli, tra fratelli, tra nonni e genitori, tra nonni e nipoti, cogli amici)” (pag. 29, par. 3, parte 2)
    Particolarmente significativo ci è parso anche questo brano tratto dall’enciclica Evangelium Vitae di Papa GP II, del 1995, riportato sul testo d’ausilio:
    “Come chiesa domestica, la famiglia è chiamata ad annunciare il vangelo della vita (siamo quindi annunciatori, missionari, diffusori della fede). E’ un compito che riguarda innanzitutto i coniugi, chiamati a essere trasmettitori della vita. E’ un evento privilegiato nel quale si manifesta in modo chiaro che la vita umana è un dono ricevuto per essere a sua volta donato (se ci siamo sposati cristianamente, vergini e non abbiamo preteso di pianificare le successive gravidanze, sarà maggiore la probabilità che i nostri figli, delle tre specie, facciano altrettanto, se non si fanno preti o suore). (pag, 31, par. 2)
    Partendo da queste premesse, i coniugi scoprono un cammino comune, di coppia, di santità al servizio dei figli, della società e della Chiesa

    5. DOMANDE PER LA RIFLESSIONE DEL GRUPPO
    Quando hai/avete avuto la piena consapevolezza di avere generato un figlio, sia nella carne che nell’amore, o solo nell’amore (esperienze di genitorialità biologica, affidataria e adottiva)
    Quando si costituisce una nuova famiglia? Col matrimonio (cristiano o solo civile) o quando si accoglie il primo figlio?
    Quando insegniamo ai nostri figli che la vita è un dono che li invita la ridonarla?
    Quanto il nostro amore di coppia è aperto ai figli (anche a quelli degli altri), alla società e alla Chiesa Universale?
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