Annuncio

Collapse
No announcement yet.

Giorno dopo giorno..racconto il mio affido...

Collapse
X
 
  • Filter
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts

  • Buondi' Rosellina purtroppo capita, a noi è capitato, l'ho presa molto male all'inizio, poi ho capito come dice Amanda attaccati a vecchi principi...piano piano le cose sono lievemente migliorate...e pensa che noi eravamo si in affido, ma sapevamo dall'inizio che sarebbe stato per sempre, oggi a distanza di otto anni ancora capita che se il piccolo che ormai ha 11 anni, se diventa un po' irrequieto...ha poi un caretterino moltooo polemico, sento spesso frasi tipo " eh vabbe' non cambia mai" oppure viene guardato come se non corrispondesse all'ideale. Con il piu' grande le cose invece adesso vanno diversamente, si è trovato pure lui in passato sottoposto a questi giudizi, adesso che ha 14 anni, il suo carattere calmo, il fatto che è molto tranquillo viene visto finalmente diversamente..tante volte ho cercato di farli ammorbidire senza riuscire granche' . A me dispiace ma nonostante questo i ragazzi vanno volentieria casa di mia suocera non spesso pero' abbiamo cercato di non accentuare questo loro comportamento spacciandolo invece per carattere introverso di mia suocera. Invece Mio padre inizialmente aveva paura di affezionarsi, la mia mamma gia non c'era piu' purtroppo, con lui, quando mi sono resa contodi alcune suo riserve, ho sviscerato l'argomento, ma è stato facile perche' aveva suo fratello che era stato adottato, quindi piu' pronto.Iinfatti i miei ragazzi con lui hanno avuto un nonno! Adesso non è piu' con noi e non passa giorno che, soprattutto il piu piccolo, non lo ricordino. Forza Roselli vai avanti e col tempo ed essendo i tuoi genitori riusciranno ad ammorbidirsi, magari anche per loro è solo paura...paura che voi possiate soffrire....in fondo i genitori non smettono mai di preocccuparsi per i figli no?

    Comment


    • Ciao Rossellina,sono felice di sapere che i nostri affidi sono simili!!!Noi abbiamo appena incominciato,ufficialmente sono solo 2 mesi e 6 giorni.Da maggio avevamo cominciato l'avvicinamento e,in un primo momento,pensavamo che Chicca potesse trasferirsi da noi a settembre..ma non è andata cosى!Lei non era pronta e ci siamo trovati in una situazione delicata e difficile.Poi,con il passare del tempo,le cose sono andate meglio e lei si è trasferita da noi.Non è ancora tutto "rose e fiori" e forse mai lo sarà ma cerchiamo tutti di sforzarci per fare in modo che questo affido vada nel migliore dei modi.Con noi i servizi sono stati molto chiari fin dall'inizio il nostro sarebbe stato un "Sine die" addirittura con possibilità di adozione in futuro.Ma non mettiamo "il carro davanti ai buoi" perché se anch'io penso a questa ipotesi oggi non i sentirei assolutamente pronta a fare questo passo!!!Con il tempo e l'esperienza vedremmo.Senz'altro siamo convinti che l'amore non ha nome..non si chiama ne affido ne adozione..l'amore è incondizionato e più lo coltivi più cresce!!
      Il rapporto con la nostra famiglia invece è molto positivo.Tutti trattano Chicca proprio come "parte integrante del gruppo" e lei questo lo percepisce infatti chiede sempre di poter stare con loro..anche a turno!La nostra è una famiglia numerosa e c'è sempre modo di vedere qualcuno...Chicca è a suo agio in ogni situazione e loro la fanno sempre sentire a casa.Lo sappiamo che siamo fortunati..e questo atteggiamento rende più facili molte cose!!

      Comment


      • E adesso tocca a me sfogarmi...
        Vi devo raccontare cos'ha combinato Chicca questa settimana!!
        Premetto:questi ultimi 15/20 giorni Chicca è stata più affaticata e svogliata del solito.Questo suo affaticamento si è ripercosso anche sulla scuola ed i bei voti si sono tramutati in 4 belli tondi!!Per 1/2 volte ho cercato di essere comprensiva ma lunedى alla vista del 3؛ -4- sono andata su tutte le furie!La sua indifferenza nell'affrontare i miei rimproveri mi ha fomentato ulteriormente..sono dovuta uscire di casa altrimenti facevo una strage!!!Alla fine con mio marito abbiamo pensato che Chicca abbia senz'altro bisogno di un aiuto esterno alla famiglia.Un doposcuola dove possa concentrarsi,fare i compiti e studiare.Purtroppo in istituto non le hanno insegnato molto anzi...il messaggio che passa a qs ragazzi è piuttosto sconcertante e cioè che la scuola non è poi cosى importante.Noi non condividiamo questo pensiero!!!!Fare i compiti a casa con me è diventato complicato:le scuse sono sempre pronte e la concentrazione cala insomma "la troppa confidenza...."!Cosى abbiamo valutato che un insegnante esterno potrebbe ottenere migliori risultati e soprattutto aiuterebbe Chicca a colmare le lacune che si porta appresso dalla scuola elementare.Speriamo funzioni...

        Comment


        • Buongiorno a tutte/i...
          Appena ho la possibilità e il tempo di "fare un giro" sul forum, passo sempre a leggervi in questa sezione, sempre molto viva e piena di novità ogni giorno. Certo, non sempre le novità sono belle e piacevoli, ma questo è un altro discorso...
          Purtroppo devo constatare come, nelle sezioni relative alle ado internazionali, le novità e le buone notizie sono sempre meno, da almeno un anno a questa parte: la Colombia, l'Ucraina, il Congo... ogni giorno sembra di leggere quasi un bollettino di guerra...!
          Oggi approfitto di questa sezione, ovviamente sempre come...ospite...per condividere con voi alcune considerazioni sulle notizie e sulle storie che avete postato ultimamente: ma come è possibile che ci siano bambini che poi diventano ragazzi e che crescono fino a diventare maggiorenni....senza che, in tutti questi anni, ci sia stata la dichiarazione di adottabilità da parte del TdM...?!? E lo dico con un misto di rabbia e delusione... , ma anche di tristezza se penso al limbo senza fine in cui sono costretti a restare molti bambini.
          E' chiaro che per voi è un argomento ben conosciuto, condiviso e dibattuto, come del resto anche io so bene che questa, purtroppo, ancora oggi è la realtà che molti bambini vivono sulle loro spalle. E questo, tra l'altro, è uno dei motivi che hanno fatto sى che molte coppie (noi tra queste) volgessero le loro attenzioni e i loro sforzi alle ado internazionali. Ma la tanto nominata Convenzione dell'Aia prevede un Calvario simile...?
          Paolo

          Comment


          • Ciao Paolo&Lina,
            rispondo volentieri a questa tua domanda.
            Intanto vorrei sfatare il fatto che l'adozione legittimante per i bambini in affidamento familiare sia la panacea che risolve tutti i mali, casomai, nella fantasia di molti, risolverebbe quelli degli aspiranti genitori adottivi. L'affido è un istituto che a mio avviso puٍ essere definito “il male minore” per un bambino che, per le più variegate ragioni, non puٍ crescere nella sua famiglia naturale. Insomma, l'affido non è altro che un surrogato e come tutti i surrogati non è buono come sarebbe l'originale se fosse buono (e questo vale anche per l'adozione ovviamente). L'affido si innesta quindi quando l'originale buono viene a mancare e occorre scegliere per il bambino il male minore possibile. Infatti, senza l'affido, l'alternativa sarebbe l'istituzionalizzazione che, a mio avviso, è invece quanto di peggio gli possa capitare (e qui sى che andrei volentieri a disturbare la Convenzione dell'Aja). L'affido esiste ovunque e ha una sua forte connotazione e utilità sociale e non a caso la legge lo prevede e lo regolamenta. Insomma, l'affido ha una sua dignità e una sua forte ragion d'essere e non è nel modo più assoluto il *** minore dell'adozione che è tutt'altra cosa e si fonda su ben altri presupposti. Se ci si chiede perchè in Italia ci siano tanti bambini in affido e non in adozione la risposta è semplice: perchè in Italia non esiste l'abbandono come invece accade nei paesi in via di sviluppo. Le famiglie, per quanto scalcagnate, si tengono strette il loro bambino e non lo abbandano, se non in casi assai rari, sul ciglio di una strada. L'affido ha nelle sue fondamenta lo scopo prioritario di consentire alle famiglie di farcela a tenerselo il loro bambino. Ovvero far ritornare il bambino nel suo "originale" una volta che questo è ritornato “buono” e anche, e non da ultimo, di offrire una serenità e stabilità affettiva al bambino che è già stato sicuramente toccato da vicende familiari dolorosissime. Questa è l'ambizione più grande per tutti, per gli affidatari e non. Per garantire questi primari obiettivi la legge prevede dei limiti di tempo: due anni prorogabili una sola volta per l'affido consensuale e quindi il rientro nel nucleo familiare di appartenenza, oppure due anni prorogabili ad libitum dal TdM dopo aver valutato il superiore interesse del minore per gli affidi giudiziali. La legge prevede questo proprio per garantire il massimo rispetto dei due principi cardine dell'affido che ripeto sono: il rientro in famiglia e se questo non è possibile la garanzia di stabilità agli affetti costruiti.
            Ora vorrei capire cosa c'entra in tutto questo il discorso dell'adozione che entra come una estrema forzatura e che puٍ innescarsi solo con la compressione dei diritti del bambino di conservare quanto più possibile i suoi affetti, siano essi rivolti alla sua famiglia biologica che per quella affidataria. Puٍ capitare a volte che nel percorso giudiziale il bambino diventi adottabile ma se questo non avviene a breve termine è del tutto inimmaginabile che possa essere rimessa in gioco la sua vita e i suoi attaccamenti faticosissimamente costruiti con la sola eccezione dell'arresa della famiglia affidataria. Per questi motivi a volte i genitori affidatari, tra i quali ci sono anche io, sono in crisi rispetto all'adozione che diventa possibile. Tale crisi deriva proprio dallo scopo originario dell'affido che non è quello di adottare e spesso, anche per ragioni pratiche, non si è preparati a questa evenienza. E' vero che in origine si puٍ immaginare se un affido sarà a breve termine, me*** termine, lungo termine e si possono fare degli abbinamenti mirati, ma spesso le cose cambiano cammin facendo e la grandezza degli affidatari sta proprio nell'adattarsi alle nuove situazioni. Mi chiedo invece il perchè gli aspiranti genitori adottivi non si avvicinano all'affidamento accettando tutte le incertezze che lo accompagna ma ricerchino situazioni genitoriali stabili, certe e definitive che in realtà non potranno mai avere da un bambino che arriva da un lungo affidamento familiare pregresso.
            I bambini crescono e hanno chiara memoria di chi sono e da dove arrivano, della loro vita e a chi vogliono bene, di come è stata gestita dalle istituzioni la loro situazione, di quello che vogliono e di quello che subiscono.
            I bambini devono essere ascoltati.
            Last edited by camilla; 26-02-14, 06:44 PM.

            Comment


            • Ciao Camilla,
              intanto grazie per avermi risposto in maniera cosى approfondita, anche se forse il mio intervento, più conciso, puٍ aver creato dei fraintendimenti.
              Per questo motivo credo sia opportuno che esponga meglio il mio pensiero al riguardo. Sono d'accordo che né l'affidamento, né l'adozione, siano la soluzione migliore per un bambino e tantomeno la panacea...tutte e due sono solo "il male minore" per ogni bambino che ha vissuto situazioni di abbandono, maltrattamenti, abusi o violenze di ogni tipo.
              Mia moglie ed io, prima di decidere di iniziare le pratiche per l'adozione, abbiamo frequentato una serie di incontri informativi, organizzati da una vicina Casa Famiglia, proprio sull'argomento dell'affido. Al termine di questi incontri, comunque interessanti e formativi, abbiamo ritenuto di non sentirci in grado di svolgere il ruolo di famiglia affidataria, anche perché non avevamo figli nostri, e il nostro desiderio prevalente era di completare la nostra famiglia con uno o due figli, che fossero bio o ado era indifferente.
              Concordo con te quando dici che la cosa più importante sono i "diritti del bambino di conservare quanto più possibile i suoi affetti", e a volte alcuni genitori adottivi lo dimenticano, ritenendo erroneamente che l'adozione riesca a risolvere tutte le problematiche dei bambini...
              Non penso assolutamente che l'affido sia il *** minore dell'adozione...sono due cose completamente diverse. Detto questo, perٍ, il mio dubbio rimane sempre quello dell'affido a lungo termine o, addirittura, Sine Die fino al compimento della maggiore età: quel bambino, che ora è diventato un ragazzo e magari anche maggiorenne, quali punti di riferimento familiare potrà avere? Quelli originari? Se fosse cosى, perché non gli è stato permesso di reintegrarsi nella sua famiglia?
              Allora sono forse quelli della famiglia affidataria? Probabilmente sى, specie se l'affido è stato a lungo termine, ma quella famiglia non ha e non potrà avere per lui nessun "valore legale" (che brutto temine!), al di là chiaramente dell'affetto e del calore che resteranno fino a quando entrambi vorranno/potranno.
              Scusami, ma mi riesce difficile comprendere i motivi che portano una situazione di affido a protrarsi oltre i due-tre anni circa. Per meglio dire, non comprendo perché ci siano tanti bambini costretti a vivere l'affido molto più a lungo, nella perenne incertezza di poter tornare alla propria famiglia o dover rimanere ancora chissà per quanto nella famiglia affidataria, e questo in particolare quando viene tolto ogni contatto con la famiglia d'origine.
              Ripeto, sto cercando di vedere la cosa dal punto di vista del bambino...e nel contempo apprezzo moltissimo la condizione della famiglia affidataria. Anzi, per alcuni aspetti migliore di una famiglia adottiva...!

              Comment


              • Come ti ho detto sia l'adozione che l'affido sono forieri di "problemariche", siamo ben lungi dalle situazioni ottimali, che pur possono esserci, e forse in molti casi l'unica stella che brilla è davvero "l'affetto e il calore che resteranno fino a quando entrambi vorranno/potranno". Ti chiedi quali situazioni portano una situazione di affido a protrarsi oltre i due-tre anni circa, te ne cito qualcuna a ruota libera: quanti adotterebbero LEGALMENTE un bambino di 12 anni abusato e lui stesso abusante con magari un bel disturbo del comportamento inserito in un faticoso affidamento dopo anni di comunià? Quanti adottano volentieri una bimba di 11 anni in affido dai tre anni da te citati e affezionata alla sua famiglia affidataria che non vuole essere adottata da un'altra famiglia? O più semplicemente, sai da che età viene cosiderata "speciale" l'adozione? 7 anni!!! E se il bimbo di 7 anni ha un fratello di 12?
                Perchè P&L vedi, un conto sono le fantasie (la classica è quella del bimbo piccolo, bello, bianco e intonso che viene "dimenticato" in un affidamento sine die fino ai 18 anni mentre uno stuolo di potenziali adottanti non lo possono avere), un conto è la realtà. Allora che dobbiamo fare? i distinguo in base all'età, alla razza, al genere, alle condizioni psicofisiche fregandocene se c'è un attaccamento del bambino verso figure di riferimento perchè "è appetibile"? Io mi rifiuto.
                I bambini che non hanno potuto rientrare in famiglia e che sono in affidamento da anni devono poter essere adottati, se possibile e voluto, dagli affidatari a tutela dei legami instauratisi.
                I bambini che presumibilmente andranno in adozione devono avere affidamenti a breve termine, ovvero di pochi mesi e di contro le famiglia aspiranti adottive dovrebbero accettare più spesso l'affidamento familiare.
                Questa è la mia idea.

                Hai letto il libro "Rapita dalla giustizia: come ho ritrovato la mia famiglia"? E' un racconto come tanti del perchè un affido dura anni... il finale è suggestivo e fa pensare. Molto...
                Last edited by camilla; 26-02-14, 08:46 PM.

                Comment


                • Originariamente Scritto da camilla Visualizza Messaggio
                  ... O più semplicemente, sai da che età viene cosiderata "speciale" l'adozione? 7 anni!!! E se il bimbo di 7 anni ha un fratello di 12?
                  Perchè P&L vedi, un conto sono le fantasie (la classica è quella del bimbo piccolo, bello, bianco e intonso che viene "dimenticato" in un affidamento sine die fino ai 18 anni mentre uno stuolo di potenziali adottanti non lo possono avere), un conto è la realtà.
                  ......
                  I bambini che non hanno potuto rientrare in famiglia e che sono in affidamento da anni devono poter essere adottati, se possibile e voluto, dagli affidatari a tutela dei legami instauratisi.
                  I bambini che presumibilmente andranno in adozione devono avere affidamenti a breve termine, ovvero di pochi mesi e di contro le famiglia aspiranti adottive dovrebbero accettare più spesso l'affidamento familiare.
                  Questa è la mia idea.

                  Hai letto il libro "Rapita dalla giustizia: come ho ritrovato la mia famiglia"? E' un racconto come tanti del perchè un affido dura anni... il finale è suggestivo e fa pensare. Molto...
                  Di nuovo buonasera, Camilla.
                  Credo di saperlo abbastanza bene da quale età l'adozione è "speciale". Da poco più di due anni siamo diventati genitori adottivi di due bellissime bambine colombiane che, all'epoca dell'abbinamento (altro termine orrendo...) avevano 6 e 9 anni, e anche in Colombia i bambini sono "special needs" oltre i 7 anni o se sono gruppi di fratelli/sorelle. Per inciso, la piccola ha lo stesso nome tuo (senza doppie)...
                  Hai detto una cosa che condivido al 100%: "I bambini ...che sono in affidamento da anni devono poter essere adottati, se possibile e voluto, dagli affidatari ...". Sembrerebbe il passaggio più naturale e "logico", se non fosse che la realtà è leggermente diversa: anche nel corso degli incontri a cui ho accennato prima, è stato evidenziato come ben difficilmente una condizione di affido familiare puٍ trasformarsi in adozione. Le motivazioni di ciٍ non riesco proprio ad afferrarle...!
                  Il libro da te citato non l'ho letto...ma ho letto diversi altri libri che parlano e raccontano di storie di adozione internazionale...ma senza andare molto lontano puٍ essere sufficiente anche leggere alcune storie su questo forum...per esempio nella sezione relativa al Salvador.

                  Comment


                  • Buon giorno, mi fa piacere vedere che siamo sulla stessa lunghezza d'onda... e complimenti per l'adozione delle piccole!
                    La motivazione per cui difficilmente i bambini in affidamento arrivano all'adozione credo che siano tanto semplici quanto errate: la prima riguarda la rigida volontà di tenere i due istituti ben separati per evitare presunti "scavalcamenti" di liste d'attesa da parte di chi vuole adottare. Sulla base di questo principio di tipo prettamente amministrativo, si assiste a proposte di legge che non si fermano davanti a nulla e danno limiti temporali all'affido come se si trattasse della scadenza della bolletta della luce (due anni rinnovabili una sola volta) o un prestito bancario da restituire. Dal mio punto di vista questa motivazione è totalmente assurda e lo è ancor di più il limite di tempo da alcuni proposto. In molti paesi l'adozione passa dall'affido familiare in tutta tranquillità e benvengano famiglie che "rischiano" con l'affidamento familiare una adozione (o un fallimento della stessa). Avremmo tanti ma tanti bambini istituzionalizzati in meno. L'altra riguarda invece la legge sulla adozione e i requisiti che sono obbligatoriamente richiesti per adottare, in particolare il matrimonio, l'età e l'essere singolo, che hanno invece scarsissimo interesse nell'affidamento familiare. Pertanto molti affidatari non hanno tecnicamente i requisiti per poter adottare il loro bambino affidato. Ci sono anche forme alternative e particolari di adozione, sono poco utilizzate e non sono scevre dal presentare alle famiglie problematiche di tipo legale e queste sono: l'adozione definita "mite" e l'adozione speciale. Questa impostazione della legge sull'affidamento e adozione secondo me dovrebbe essere superata, la legge dovrebbe essere più elastica e mettere al centro il bisogno del bambino che in una parte della sua vita potrebbe avere la necessità di essere aiutato a rientrare nella sua famiglia, magari garantendo questo diritto anche a lungo, perchè non dimentichiamocelo, la famiglia è una cosa importante, ma che in un'altra parte della vita potrebbe avere la necessità di essere legittimato come figlio a tutti gli effetti nella famiglia dove è cresciuto. Basterebbe forse aggiungere nella eventuale riforma della legge sull'adozione la possibilità di adottare il bambino in affidamento divenuto adottabile da parte della famiglia affidataria a prescindere dai requisiti di legge se questo è voluto dalla famiglia e dal bambino (che nel frattempo, non dimentichiamocelo, è cresciuto). Del resto gli affidatari, dopo anni di affido, hanno ben dimostrato sul campo di essere capaci a svolgere il loro compito anche se attempati, non sposati o singoli. In questo modo ci sarebbe un avvicinamento dei due istituti e tanti bambini “accasati” e il superamento di ipocrisie burocratiche che richiedono per l'adozione requisiti rigidissimi e per l'affido un basta che sia...

                    Comment


                    • Buongiorno Camilla, e grazie per i complimenti, che perٍ giro subito alle "piccole" (per modo di dire...vedessi la grande come è cresciuta in due anni...!).
                      Questo argomento mi piace, e mi fa molto piacere dialogare con qualcuno di voi della sezione "affido", perché è un ulteriore arricchimento che nasce dal confronto di due modi diversi di vedere e affontare lo stesso problema: il benessere e il futuro dei bambini.
                      Anche su un altro aspetto siamo pienamente d'accordo: l'ipocrisia burocratica. Anzi, questa è una cosa che non riuscirٍ mai a digerire e a comprendere, perché si preoccupa di tutto, meno che dei bisogni e necessità del bambino, e da quello che mi è capitato di sentire anche diversi assistenti sociali e psicologi "lasciano il segno"...in senso negativo!
                      Da quello che racconti credo che tu sia piuttosto ben informata...meglio cosى, anche perché è estremamente più facile rendersi conto della realtà e delle situazioni, a volte veramente incomprensibili, in cui sono costretti a vivere molti bambini. Io posso portare la nostra esperienza con la realtà della Colombia: anche là ci sono molte famiglie affidatarie, normalmente con figli propri, alle quali l'ente governativo preposto (icbf) affida il compito di sostenere uno o più bambini, farli crescere all'interno di un ambiente familiare e non un istituto come normalmente avviene in altri Paesi. Ma questo affidamento, di norma, è sempre limitato a tempi brevi o, al massimo, due-tre anni: anche in Colombia dipende molto dall'età dei bambini, che se sono molto piccoli ora vanno quasi esclusivamente in ado nazionale. Peccato che anche i colombiani non gradiscano molto bambini più "grandicelli", diciamo al di sopra dei 5-6 anni, ma per fortuna ci sono molte coppie in attesa per l'ado internazionale.
                      Da poco più di un anno, perٍ, la Colombia ha cambiato la legge: secondo i "burocrati" locali (eh...sono dappertutto!) si devono ricercare i parenti del bambino fino al 6° grado (sى...hai letto bene...) di consanguineità, per valutare una possibile collocazione presso qualcuno di loro, prima di emettere una sentenza di adottabilità.
                      Tralasciando per un momento considerazioni sui tempi di questa ricerca (moltiplicala per decine di migliaia di bambini), secondo te quale legame di sangue puٍ unire due "parenti" con il 5° o 6° grado che, probabilmente, neanche si saranno mai visti...?!?
                      Il discorso che facevi poco prima, riguardo proprio alle possibili impugnazioni di un'eventuale sentenza di adottabilità in Italia, da parte di parenti fino al 4° grado, è molto simile. Ma allora non capisco perché si dovrebbe correre questo rischio, quando si potrebbe e dovrebbe rendere obbligatoria la ricerca di questi parenti, per valutare se ci sono le condizioni per un eventuale affidamento (almeno!) a loro, anziché aspettare che qualcuno, DOPO, si faccia avanti e possa impugnare una sentenza di adottabilità...!

                      Comment


                      • Vorrei anch'io dare un piccolo contributo a questa importantissima discussione.
                        Le nostre esperienze se pur varie sono simili nel loro genere.Sia per l'affido che per l'adozione ci vuole forza fisica e mentale,fermezza e convinzione,amore incondizionato e tanta pazienza.In entrambe le situazioni facciamo una scelta quella di aiutare un bambino/a o una famiglia che sarebbero destinati a scoppiare..senza chiedere nulla in cambio!!!!
                        Certo l'adozione ti permette di porre fine ai contatti con la famiglia bio tutelando sia il minore che la sua nuova famiglia.Nell'affido la famiglia bio è parte integrante del cammino e,nel bene o nel male,ci dobbiamo convivere.Ma la cosa più grande che ci accomuna è veramente l'amore incondizionato!!!Tutti noi ci mettiamo in gioco con i sentimenti e facciano i conti con la realtà :andiamo alle sedute dagli psicologi,ci mandiamo i nostri figli,nella speranza che ci dicano che quello che stiamo facendo e' fatto bene e che stiamo centrando l'obbiettivo!!abbiamo a che fare con una burocrazia che ci snerva e ci sotterra,viviamo il nostro cammino come se fosse per sempre mentre sappiamo che ogni giorno che passa ci avvicina sempre di più ad una scadenza!!
                        Forse i nostri governanti dovrebbero ascoltare di più o meglio..e leggere!!!Basta entrare in questo forum e in 10 minuti ti rendi conto di com'è questo nostro mondo e le nostre famiglie.Non serve essere dei geni per capire che le leggi oggi sono obsolete ed antiquate..l'esempio lampante sono i contatti con la famiglia bio:il TDM decreta incontri protetti e poi su Facebook si puٍ contattare chiunque in qualunque momento!!!Ormai siamo in questo nuovo millennio..le cose cambiano e si trasformano!!Noi famiglie affidatarie e adottive abbiamo la mente aperta per farlo e per essere adattabili ad ogni tipo di situazione....probabilmente altri no..oppure,più semplicemente,non è nel loro interesse farlo!!!!
                        Sono andata a braccio e spero di aver detto cose sensate....

                        Comment


                        • Hai detto cose molto sensate STELLI! la annosa questione dell"affido, per quanto, sine die, e dopo? ma quanto ne parliamo, e in quanti la viviamo, per poi..sapete ormai tutti, che Matti tra poco è maggiorenne..ha vissuto con noi praticamente più della metà della sua vita, si sente nostro figlio, ci ha chiesto e richiesto di adottarlo, ma era in affido! L"affido quello "vero" NON deve/dovrebbe durare per sempre, ma ma.. E la storia continua...
                          Last edited by amanda; 27-02-14, 09:51 PM.

                          Comment


                          • Originariamente Scritto da camilla Visualizza Messaggio
                            In questo modo ci sarebbe un avvicinamento dei due istituti e tanti bambini “accasati” e il superamento di ipocrisie burocratiche che richiedono per l'adozione requisiti rigidissimi e per l'affido un basta che sia...
                            ipocrisie burocratiche, dici bene...
                            più passa il tempo, più mi addentro in questi mondi (affido e adozione), più mi in***** con il Sistema,
                            perché veramente la tanto sbandierata "centralità degli interessi del minore" è solo una bandiera.
                            Se scavi appena un pochetto, la centralità è solo quella della burocrazia, del "fare le cose come è previsto",
                            e del resto, dei bambini e degli adulti che si rendono disponibili per loro... beh, insomma, in fondo che si arrangino...

                            E come dice paolo&lina purtroppo tutto il mondo è paese...
                            Le leggi magari sono anche ottimali e all'avanguardia, ma l'applicazione poi...
                            le risorse per il sociale non ci sono mai, figuriamoci un sociale cosى "di nicchia" e con potenziale di voto scarsissimo....

                            Comment


                            • Originariamente Scritto da Stellina73 Visualizza Messaggio
                              ... Non serve essere dei geni per capire che le leggi oggi sono obsolete ed antiquate..l'esempio lampante sono i contatti con la famiglia bio:il TDM decreta incontri protetti e poi su Facebook si puٍ contattare chiunque in qualunque momento!!!Ormai siamo in questo nuovo millennio..le cose cambiano e si trasformano!!Noi famiglie affidatarie e adottive abbiamo la mente aperta per farlo e per essere adattabili ad ogni tipo di situazione....probabilmente altri no..oppure,più semplicemente,non è nel loro interesse farlo!!!!
                              Sono andata a braccio e spero di aver detto cose sensate....
                              Ciao Stellina, hai detto cose molto sensate. Nel mio precedente discorso sul perchè gli affidatari non possono adottare avevo dimenticato di citare anche il requisito di legge che prevede l'anonimato della famiglia che adotta. Come bene dici tu oggi è quasi impossibile garantirlo per i bambini più grandicelli che hanno memoria chiara della loro famiglia e che a volte arrivano da anni di "incontri protetti". Con i social network questi ragazzini possono contattare chiunque in qualsiasi parte del mondo (e ovviamente possono anche essere contattati). La legge entro cui ci muoviamo è adatta al dopoguerra italiano, non si è proprio accorta che è arrivato un giovane di nome Mark Elliot Zuckerberg che ha fondato un bel giochino chiamato Facebook che ha avuto un successo planeratio (buon per lui!). Siamo nel 2014: ehi qualcuno lassù se ne accorto? I ragazzini hanno mezzi veloci e assai diffusi per contattare chiunque quando e come vogliono. Ma ce di più, credo che anche i bambini più piccoli prima o poi arrivino a fare i conti col loro passato con grandi pene per chi ha adottato che puٍ trovarsi a crescere un ragazzino che ha la testa girata indietro. Almeno questo aspetto nell'affido non fa male perchè è nelle sue corde, ci si allena, si sa... Per questo se si vuole tirare fuori dalle comunità i bambini garantire e loro una certa stabilità familiare si deve uscire dalle ipocrisie valide nel tempo passato, dove c'era anche una visione della famiglia ristretta e molto legata "al sangue", al "ceppo famigliare", e rendere tutto il processo più elastico mettendo al centro il bambino e, soprattutto, ascoltandolo. Gli strappi sono sempre dolorosi e alla fine si pagano cari, soprattutto quelli che toccano gli affetti profondi, siano essi malati o sani.
                              Last edited by camilla; 28-02-14, 10:28 AM.

                              Comment


                              • Originariamente Scritto da Aris Visualizza Messaggio
                                ipocrisie burocratiche, dici bene...
                                più passa il tempo, più mi addentro in questi mondi (affido e adozione), più mi in***** con il Sistema,
                                perché veramente la tanto sbandierata "centralità degli interessi del minore" è solo una bandiera.
                                Se scavi appena un pochetto, la centralità è solo quella della burocrazia, del "fare le cose come è previsto",
                                e del resto, dei bambini e degli adulti che si rendono disponibili per loro... beh, insomma, in fondo che si arrangino...
                                E come dice paolo&lina purtroppo tutto il mondo è paese...
                                Le leggi magari sono anche ottimali e all'avanguardia, ma l'applicazione poi...
                                le risorse per il sociale non ci sono mai, figuriamoci un sociale cosى "di nicchia" e con potenziale di voto scarsissimo....
                                Oltre al voto, agli interessi economici e particulari, alla burocrazia, alla poca voglia di lavorare, alla miopia, alle leggi non troppo moderne, e chi più ne ha più ne metta c'è alla base, secondo me, anche una grossa voglia deresponsabilizzazione. Il bambino inserito in comunità è come sparisse, sى è vero costa parecchio alla collettività (parlo di costi economici tanto i costi morali non interessano molto), ma il problema viene accantonato, rimandato: non è più il mio ma è dalla comunità...

                                Convegni, corsi di formazione agli operatori, corsi di formazione alle famiglie, finanziamenti di campagne per la diffusione dell'affido, SMS solidali, associazioni, libri, trattati, esperti, forum, c'è di tutto... adesso aspettiamo perٍ che i bambini vengano tolti dalle comunità e dati alle famiglie - che ci sono e aspettano a volte anni un bambino - la formula è per me abbastanza aleatoria e dipende dalla storia del bambino e dalla sua volontà. Sarٍ pressapochista ma non riesco a vederla che cosى...
                                W le famiglie affidatarie, W le famiglie adottive (in questo ordine solo perchè siamo nel forum affido : ) )

                                Comment

                                Working...
                                X