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Angolo fanciulli

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    • E ce ne siamo accorti…
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              • Argomento cyberbullismo e bullismo
                https://www.repubblica.it/salute/med...-C8-P9-S1.8-T1

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                • Perché è importante leggere ai bambini e farli leggere

                  http://www.ow25.rassegnestampa.it/is...1344528512.pdf

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                  • Dal sito Ubi minor

                    ADOLESCENTI MANIPOLATORI Gli adolescenti sanno davvero come premere come premere i "pulsanti" giusti degli adulti, per rabbonirli, “impietosirli” o anche farli arrabbiare per poi scatenare i loro sensi di colpa e approfittarne.



                    Proprio come fanno i bambini piccoli, gli adolescenti cercano sempre di ottenere quello che vogliono e spesso escogitano modi creativi e ingegnosi per logorare i genitori. Sfortunatamente, questo può far portarli ad assumere tendenze manipolatorie o a fare stabilmente affidamento su di esse.

                    Gli adolescenti possono anche ricorrere alla manipolazione per coprirsi le spalle quando sono nei guai, per ottenere amore e attenzione, per sentirsi più potenti o assumere il controllo in un mondo principalmente controllato dagli adulti. Banalmente, il motivo principale per cui continuano a usare tattiche di manipolazione è che queste funzionano.

                    Sono diversi i segni che indicano che un adolescente sta assumendo un atteggiamento manipolatorio.

                    Il far sentir in colpa, ad esempio, come quando usa frasi come "Tu ami mio fratello (o qualcun altro) più di me", o "Perché mi odi?". All'estremo, alcuni adolescenti per ottenere quello che vogliono potrebbero persino minacciare il suici***.

                    Oppure mettendo i genitori l'uno contro l'altro. Un buon esempio è un ragazzo che dice frasi come: "La mamma ha detto che potevo uscire con i miei amici fino a quando non l’ho chiesto anche a te" quando prima non gli è mai stato detto nulla del genere.

                    Un ragazzo poi può fare la vittima, per creare dubbi, dicendo ad esempio: "Sarò l'unico a non indossare queste scarpe da ginnastica a scuola, se non me le compri" o "I genitori di Luca lo lasciano sempre stare fuori anche dopo mezzanotte".

                    Può utilizzare bugie ​​strategiche, proponendo una cosa in cambio di un’altra, quando sta negoziando per ottenere una cosa a cui tiene. Potrebbe promettere di fare un certo servizio in casa per un mese se lo si lascia uscire di sera. Poi, una volta ottenuta l’uscita, dimenticandosi la promessa.

                    Mostrarsi abbattuto per generare senso di colpa, assumendo un atteggiamento cupo, silenzioso e rifiutandosi di parlare una volta che un genitore si rifiuti di cedere alle sue richieste. Potrebbe rifiutarsi di rispondere in alcun modo.

                    Mettendo in atto forme di ritorsione, per non aver ottenuto quello che voleva. Alcuni ragazzi decidono di vendicarsi facendo o dicendo qualcosa di doloroso per i genitori o non facendo tutto quello che ci si aspetta da loro - come le faccende domestiche o i compiti scolastici.

                    Anche le manifestazioni di rabbia o comportamenti aggressivi possono essere motivate da un intento manipolatorio. È qualcosa di simile a un capriccio da bambini su un livello più pesante. Per far questo un ragazzo potrebbe urlare, lanciare oggetti o scatenare un’accesa discussione con il genitore.


                    Come trattare con adolescenti manipolatori


                    I genitori hanno spesso molti fattori di stress da affrontare e potrebbero essere tentati di cedere al loro ragazzo che li sta manipolando solo per mantenere la pace. Tuttavia, esistono modi migliori per aiutare un figlio a dominare queste tendenze e a imparare modi sani per comunicare, interagire e affrontare un conflitto.

                    Se un ragazzo si accorge che le sue tattiche manipolatorie funzionano, continuerà a usarle.

                    Un genitore può riprendere il controllo della situazione negandogli un pubblico una volta che inizia la sua messinscena. Se il ragazzo inizia a fare una scenata o a lanciare oggetti, gli si può spiegare con calma che si discuterà della situazione una volta che si sarà calmato, andandosene via. Se lo si fa un buon numero di volte, il ragazzo capirà che questo loro comportamento non funziona.

                    Altresì, si può incoraggiare un figlio a chiedere quello che desidera direttamente piuttosto che piagnucolare, litigare o cercare di manipolare. Quando alla fine i ragazzi dicono di cosa hanno bisogno o cosa vogliono fare, occorre ascoltarli e prendere in considerazione le loro richieste.

                    Questo non significa essere d'accordo con loro o cedere alle loro richieste, ma dare loro un parere sincero sulle loro richieste. Fare questo potrebbe persino rivelarsi come una soluzione più accettabile per entrambi.

                    Una volta che un ragazzo saprà che può andare direttamente dal genitore senza che questi abbia una reazione esagerata, lo farà più spesso senza ricorrere alla manipolazione.

                    È bene rendere i ragazzi responsabili delle loro azioni impostando regole e conseguenze quando non vengono rispettate. Se vengono coinvolti nella definizione delle regole, poi, è più probabile che le rispettino.

                    Occorre assicurarsi anche di impostare conseguenze efficaci, definendo “punizioni” che riguardino qualcosa cui il ragazzo davvero tiene: uscite, tempo che può passare davanti alla televisione o al computer, o qualche altra sua occupazione ludica. Soprattutto, è bene essere coerenti quando si impongono queste conseguenze negative. Alla fine il ragazzo imparerà che la manipolazione non ottiene i risultati previsti.

                    Se proprio niente di questo funziona, vuol dire che esistono problemi di fondo che è bene affrontare con un counsellor esperto della relazione con i figli adolescenti.

                    In definitiva, quando si ha a che fare con un adolescente manipolatore, è indispensabile non permettere che riesca a coinvolgere l’adulto in tale dinamica, mantenendo il controllo e concentrandosi sui modi in cui si può insegnargli come comunicare i loro bisogni

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                    • Internet erode le capacità di controllo degli adolescenti sui loro impulsi

                      Molti adolescenti fanno fatica a controllare i loro impulsi interagendo sui social, in quella che è spesso un’attività frenetica per vivere emozioni passeggere e per provare un senso di potere online. Questi fattori emotivi aumentano potenzialmente il rischio di diventare criminali informatici.

                      Un nuovo stu*** della facoltà di Criminologia della Flinders University ha analizzato i collegamenti esistenti tra attività legali online e la criminalità informatica, ad esempio il modo in cui la visualizzazione della pornografia online progredisca negativamente fino ad arrivare alla pubblicazione di contenuti illegali o quali siano le motivazioni che spingono dal passare dal giocare online all'hackeraggio.
                      Lo stu***, da poco pubblicato nella rivista European Society of Criminology, descrive perché l'attività online illegale che coinvolge adolescenti dai dodici ai diciannove anni venga incoraggiata dall'idea che internet offuschi e renda incerti i normali confini sociali e legali tra gli utenti più giovani, che vengono tentati dal commettere illeciti che non avrebbero mai preso in considerazione all'esterno, nel mondo reale.
                      Il professor Andrew Goldsmith, criminologo della Flinders, afferma che l'attività online illegale risulta particolarmente interessante per gli adolescenti già inclini alla curiosità e alla ricerca furtiva di brividi e emozioni.
                      Internet incoraggia in loro la sperimentazione di nuovi livelli di emozioni forti, che attraverso la realtà e i contatti virtuali risultano facilmente accessibili.
                      "Internet consente ai giovani di limitare il loro coinvolgimento sociale e morale, restringendolo esclusivamente a determinate associazioni o reti di “amicizie”, fattore che appartiene a una tendenza che abbiamo definito "deriva digitale".
                      Dal punto di vista normativo, stiamo scoprendo che questo pone di fronte a nuove e importanti sfide, in quanto l'attività online riduce i controlli degli impulsi dei giovani".

                      "Sta diventando sempre più importante comprendere la connessione tra i fattori che guidano l’impulsività dei giovani e i crimini che vengono commessi, nonché le interazioni uomo-computer, per stabilire perché Internet induca facilmente i giovani utilizzatori a compiere atti di pirateria digitale, di diffusione della pornografia, sexting e di hackeraggio".
                      "Stiamo usando la parola seduzione per descrivere i processi e le caratteristiche intrinseche al contesto dell’online, che rendono l'attività online attraente e avvincente. Per alcuni giovani, Internet è come una seducente forma di “immersione”, come una palude in cui risulti molto attraente entrare, ma molto appiccicosa e da cui è poi difficile uscire".
                      Il professor Goldsmith afferma che è necessario conoscere e comprendere più a fondo i meccanismi delle potenti tecnologie regolarmente utilizzate dai giovani, riconoscendo al contempo che non per tutti la motivazione alla trasgressione è indicativa di una patologia criminale profonda o di una determinazione a commettere azioni illegali.
                      "Le attività di contrasto e prevenzione dovrebbero consistere in interventi che tengano conto della mancanza di esperienza reale, nel mondo, di molti giovani autori di reati.
                      Le tecnologie online rendono ancora più difficile la sfida di valutare rischi potenziali e i danni derivanti dalle azioni commesse.
                      Una propensione a cercare brividi e emozioni forti, comune soprattutto tra i giovani maschi, i quali vengono ancora di più incoraggiati in questo da internet, può creare una forma di miopia nei confronti delle conseguenze delle loro azioni".
                      "Le risposte efficaci a livello politico e legislativo devono riflettere sulla gamma di motivazioni che spingono i giovani, e su quanto essi trovano e vivono con i loro comportamenti online.
                      È importante poi, e non da ultimo, cercare e avere anche il supporto e la condivisione degli stessi giovani, quando si tratta di cambiamenti normativi particolarmente incisivi".

                      Riferimento bibliografico
                      Andrew Goldsmith et al.
                      The seductions of cybercrime: Adolescence and the thrills of digital transgression,
                      European Journal of Criminology (2019).

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                      • http://www.ow25.rassegnestampa.it/is...1944586824.pdf

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