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Bambini in case famiglia business da un miliardo all'anno

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  • Bambini in case famiglia business da un miliardo all'anno

    Ho letto questo articolo e sono rimasta senza parole,http://www.repubblica.it/cronaca/201...iana-15507476/
    Spero che qualcosa cambi prima o poi.

  • #2
    € 50.000,00 all'anno per bambino mi sembrano troppi

    l'articolo mi sa che ha un pٍ esagerato su certi numeri e poi mi chiedo: allora sono tutti collusi?

    Forse la verità sta nel fatto che come tutte le cose anche sui bambini la burocrazia prevale e rende tutto complicato.

    Certo c'è tanto da fare, perché con tutte le famiglie che ci sono disponibili, non si comprendono i tempi lunghi e che dei bimbi vengono quasi dimenticati nelle strutture.
    Ma questo succede ovunque, se solo pensiamo che si sta arrivando a 170.000.000 milioni di bambini nel mondo abbandonati e le coppie a disposizione sono molto poche nel mondo, i tempi sono comunque lunghissimi.

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    • #3
      invece è proprio cosى !

      Ho letto anch'io il medesimo articolo e purtroppo è proprio cosى. Io lo so, perchè la casa famiglia l'ho vissuta per circa 3 anni.. dai 13 ai 16 anni. Una delle mie educatrici dell'epoca, con la quale sono ancora in contatto, mi ha confidato che il mio Comune di appartenenza (come quelli delle mie compagne di sventura) versava circa 70.000 lire a testa al gg. Ciٍ significa che la mia permanenza là è costata indicativamente sui 75.000.000 del vecchio conio. Per non parlare di ciٍ che ha versato il comune per la mia migliore amica e per sua sorella minore che hanno vissuto in queste strutture per ben rispettivamente 9 e 11 anni... E considerando che con l'arrivo dell'euro tutto è raddoppiato non mi stupirebbero certe le cifre citate nell'articolo.
      E ok, i costi di struttura e tutto le spese che concernano il benessere dei minori... in ogni caso mi sembrano davvero esagerati. E se i comuni non avessero più i soldi per pagare? Che si fa? Chiudono le strutture? E gli "ospiti" che fine dovrebbero fare?
      Inoltre, riportando la mia personale esperienza queste strutture sono utili ma fino a un certo limitato punto: delle ragazze che hanno vissuto con me, nessuna è stata data in affidamento se non per breve periodo. E una sola fu data in adozione e poi rimandata al mittente dopo qualche anno.
      E su 15 ragazze solo io e la mia migliore amica ci siamo "salvate", le altre bene o male sono rimaste incinta minorenni o hanno instaurato relazioni amorose con persone poco affidabili e/o extracomunitari clandestini e qualcuna non si sa nemmeno più che fine abbia fatto, ma le ultime notizie non erano buone.
      Noi siamo state più fortunate, io rientrata a casa mia dopo soli 3 anni di allontanamento (ma la mia situazione era delle più rosee, ogni week end e vacanze le passavo con la mia famiglia) e la mia migliore amica ha avuto la fortuna di incontrare persone che l'hanno sempre aiutata, motivata e spronata a dare il meglio di sè, nonostante le mancassero alcuni strumenti di base che non dipendevano direttamente da lei.
      Ormai quasi 30enni, abbiamo una vita normale, equilibrata e a tratti più noiosa rispetto ai nostri coetanei. A volte ci sentiamo più mature e coscienziose ma probabilmente siamo solo più impaurite delle conseguenze, che siamo cosى premurose in ogni scelta da non dedicarci quasi mai uno strappo alla regola, perchè se rischiamo di cadere abbiamo meno probabilità di avere qualcuno che ci poggi un cuscino sotto le chiappette per attutire la caduta . Ma noi siamo state FORTUNATE!
      Chi non ha le ns fortune? Chi, come le ragazze che conosciamo, escono dalla comunità e non hanno nessuno e nemmeno le forze per farcela? Che fine fanno?
      Le comunità ti aiutano negli anni della permanenza, ma pochissime riescono a stilare e portare a termine un progetto di inserimento e sicuramente poi ci sono infiniti svariati motivi (e giustificazioni). Giovani che tra i 18 e 21 anni escono e magari tornano a una realtà familiare a cui erano stati strappati da bambini che senso ha?? E oltretutto trovandosi tra le mani una libertà e una serie di responsabilità mai avute e possono essere sempre tutti capaci di gestire tutto? O magari una famiglia possono non avercela e dove finiscono? Si arrangiano come possono...vivendo anche situazioni estreme e malsane.
      Ovviamente non per tutti è cosى, tanti come noi ce l'avranno fatta non lo metto in dubbio. Ma chi è più debole? Dovrebbe essere preparato per tempo, visto che la molteplicità delle persone (dagli assistenti sociali, psicologi agli educatori) che li seguono li conoscono meglio di chiunque altro e dovrebbero sapere come intervenire preventivamente.
      Non sono contro le case famiglia, ovvio avrei voluto evitarla e vivere gli ultimi anni di vita di mio padre con lui, ma quegli anni sono stati utili anche per diventare la persona che sono oggi.
      A mio modestissimo parere ritengo che i bambini andrebbero tolti e affidati a queste strutture solo se strettamente necessario, e cmq laddove la famiglia fosse impossibilitata occuparsi del proprio minore, la comunità dovrebbe essere un passaggio e non un parcheggio a lungo termine.
      Dovrebbero facilitare gli iter di affidamento e adozioni, motivare e preparare le persone che davvero meritano questi bimbi speciali e fragili. O aiutare economicamente le famiglie d'origine, basterebbe anche la metà della retta che i comuni pagano agli istituti...

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      • #4
        grande testimonianza elsa, grazie.

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        • #5
          Elsa grazie per la tua testimonianza.

          Condivido in pieno le tue considerazioni

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          • #6
            Sono felice che le condividiate e vi ringrazio. Quelle poche volte che ho portato a qualcuno di "esterno" queste mie piccole considerazioni, sono stata attaccata con frasi del tipo "bè a 21 anni si è abbastanza grandi per sapersela cavare!" no! non è cosى! Non lo fanno nemmeno coloro che possono permetterselo, conosco persone che sono ancora a casina con mamma e papà e studiano PER NON LAVORARE! E a 27 anni certe persone non si sentono ancora pronti ad affrontare la vita adulta, vogliamo parlare di chi ha 21 anni e viene letteralmente messo in condizione di ARRANGIARSI e chi s'è visto s'è visto?? Ovvio estremizzo, capita anche che spesso siano gli educatori a fare i salti mortali e vanno oltre il proprio lavoro, senza alcun riconoscimento? Ed essendo limitati i loro sforzi possono essere vani. Ma lo Stato? Le istituzioni? A 21 anni tagliano i fondi e le comunità sn anche costrette a mettere qualcuno alla porta.. Sono abbastanza arrabbiata, ok io sono riuscita a cavarmela ma quando penso a chi non ce la fa... mi ribolle il sangue. In passato il mio sogno era combattere contro tutto ciٍ... non l'ho ancora abbandonato, ma è difficile metterlo in pratica. Vorrei fare molto di più.. soprattutto per istruire le famiglie più fragili che si fanno intimorire e pensano di non poter combattere. Aiutare i ragazzi a credere più in se stessi e non lasciarsi sopraffare da quella sensazione di diversità che potrebbero vivere... non è che sentirsi diversi sia un handicap, dovrebbe essere vissuto come un dono solo cosى si possono trovare le energie necessarie! Poi non è facile, lo so... io l'ho vissuto in prima persona ma pian piano si riesce!
            Last edited by Elsa.9002; 07-12-11, 08:38 .

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            • #7
              Elsa non sei la sola a cui ribolle il sangue e vorrebbe combattere.

              Posso dirti che già la tua testimonianza è qualcosa, non ti scoraggiare e fai conoscere la tua esperienza.

              Purtroppo il sociale è solo sulla carta è tutto un Business

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              • #8
                Elsa hai tutta la mia ammirazione e solidarietà, purtroppo certe realtà sono scomode per tutti per questo non se parla abbastanza, pensa che dall'altro lato ci potrebbere essere qualcuno che con tanto amore sarebbe ben felice di poter aiutare persone bambini e ragazzi che ne hanno tanto bisogno. Bisogna smuovere le coscenze contro ogni business!
                Grazie per la tua testimonianza

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                • #9
                  salve.....
                  racconto la mia storia....
                  m e stato affidato un bimbo abbondanato in ospedale....
                  dopo 57 giorni la mamma decide d riconoscerlo......
                  a questo punto m chiedo lo riconosce per cuore d mamma....o pk ha saputo k c sono
                  degli ''soldi''k puo ricedere?

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