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Adozione nazionale: esperienze a confronto

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  • Sono R., vivo in una città del nord Italia.

    Io e B., la mia splendida moglie, circa vent’anni fa abbiamo avuto un figlio naturale, G. ed abbiamo successivamente adottato una bambina italiana, P.

    I bambini dichiarati adottabili in Italia sono circa 1000 all’anno. Quindi esistono migliaia di storie di Adozione Nazionale (AN) come la nostra.

    Ma esistono pochi racconti in rete di storie di adozione attraverso le varie fasi della vita familiare.

    Il materiale sulla prima fase dell’adozione è abbastanza ricco: ci sono gruppi che discutono della selezione, dell’ottenimento dell’idoneità, dell’abbinamento, dell’inserimento.

    E’ quella che io chiamo “fase uno” dell’adozione, l’unica in cui la coppia è al centro dell’attenzione ed è selezionata prima e supportata poi.

    La ricca documentazione in rete è spesso gestita dalle Associazioni. Per motivi comprensibili, si trova in rete molta più documentazione sull’Adozione Internazionale (AI), che sulla AN.

    A questa fase, almeno per noi, è seguito un periodo di assestamento: grande fatica fisica e grandi emozioni. E’ la “fase due” in cui la nostra famiglia si è assestata ed ha imparato a cavarsela tra i normali problemi di gestione di due figli piccoli, con in aggiunta il carico delle speciali attenzioni richieste da P., senza trascurare G.

    Anche sulla “fase due”, durata per noi fino ai quattro/cinque anni di età dei nostri figli, esiste documentazione abbastanza ampia.

    Dai cinque agli undici/dodici anni si attraversa il “periodo di grazia”. La “fase tre”, durante la quale ci eravamo quasi convinti di “avercela fatta”. Certo, i problemi da affrontare erano molti, ma la fatica fisica era diminuita e la situazione sembrava assestata.
    Una famiglia come tante, solo un po’ più incasinata e con qualche incidente di percorso sopra la media.

    La storia che pochi raccontano è quella della “fase quattro”: adolescenza e post-adolescenza dei figli.

    Questa è quella su cui vorrei focalizzarmi, almeno all’inizio, sperando che aiuti qualche aspirante genitore o, chissà, anche qualche figlio adottivo. Su questo, in rete, ho trovato poco, magari proveremo a riflettere sul perché.

    Se avete voglia di seguirmi, vi offro questa storia in semplicità: non sono uno scrittore, né un blogger.

    Sono un comune padre adottivo: il mio obiettivo non è incoraggiare, ma nemmeno scoraggiare: in fondo la nostra storia è una delle tante.

    Cercherò di riportare episodi e sensazioni fedelmente, anche se per proteggere i miei figli (anche se ormai maggiorenni) non racconterò i dettagli degli episodi.
    Ne avrei da riempire corsi interi di storytelling, come oggi si usa dire, ma non è questo il mio obiettivo.

    E, soprattutto, il mio obiettivo non è quello di acquisire visibilità o ricevere “pacche sulle spalle”.

    Se volete, ci vediamo all'indirizzo storiadiadozione.wordpress.com

    Grazie
    R.


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    • Grazie, ho iniziato a leggere con molta curiosità e voglia di mettere qualche consiglio nel mio zainetto per affronatre il futuro

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      • Originariamente Scritto da Rlssy89 Visualizza Messaggio
        Ciao tutte chi è riuscito ad adottare con la nazionale avendo già figli
        Presenti!

        Se ne hai voglia, dai un'occhiata alla nostra storia: storiadiadozione.wordpress.com

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        • Salve...nessuna bella notizia di abbinamenti ???
          possibile che nessuno abbia voglia di condividere???

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          • Ciao, io sono sotto il Tribunale di Milano, abbiamo il decreto da febbraio, e ci hanno chiamati per un colloquio conoscitivo a fine agosto e poi a meno di un mese ci hanno invitato per un secondo colloquio, ma non ci hanno proposto abbinamenti. Poi il nulla. So che sta lavorando tantissimo e so di tanti abbinamenti. Si dice che facciano in media 3/4 colloqui prima di proporre l'abbinamento. Anche se conosco anche molte eccezioni: persone che erano state rimandate per il decreto e al secondo colloquio invece di ricevere prima il decreto hanno ricevuto il bambino. So di fuori regione. Se qualcuno ha voglia di raccontare si potrebbe cercare di trovare un filo comune alle varie storie.

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