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Trovare il coraggio di lasciare la spiaggia sicura...

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  • Trovare il coraggio di lasciare la spiaggia sicura...

    Ciao a tutti.
    Mi scuso in anticipo per il post lungo, ma credo qui di potermi aprire e confrontare con chi ha più esperienza di me.
    Per problemi familiari con mio marito abbiamo dovuto rimandare per qualche mese la decisione di intraprendere il lungo percorso dell'adozione.
    Non parlo di "partire con", ma proprio del "decidere se partire o no". Miei genitori anziani e sempre con qualche acciacco in più, padre di lui car***patico che ha avuto un ictus quest'estate (per fortuna senza conseguenze motorie a lungo termine), vita lavorativa in rivoluzione. Ci siamo detti "aspettiamo gennaio, a gennaio molte cose saranno più chiare e potremmo concentrarci più sui nostri sentimenti". La ginecologa ci ha dato speranze per la riuscita di gravidanza assistita, io fin da piccola sono sempre stata "spinta" da una voce interiore all'adozione, e questa difficoltà "sui metodi naturali" fin da subito mi è sembrato un segno di conferma.
    Sto usando questi mesi per leggere tanti libri e vostri post, seguire incontri delle associazioni in streaming, cercare di capire me stessa. Mi dico "ogni informazione mi sarà utile sia che decidiamo di seguire la strada indicata dalla ginecologa o quella che ho più nel cuore".
    Leggendo tanto però mi sto forse perdendo la forza dell'incoscienza.
    Come spiegarmi... Ho sulle spalle un passato duro, una malattia che mi ha segnato fisicamente e psicologicamente per molti anni. Ne sono venuta fuori affiancata dalla mia famiglia, da medici e psicologi fantastici, da amici protettivi, e sorretta dalla mia forza di volontà che si è dimostrata quasi infinita.
    Ho raggiunto una spiaggia serena da pochi anni, sei anni senza più bisogno di farmaci, 3 anni senza più terapia. Ho rimesso in sesto me stessa, sono diventata autonoma e sicura di me, questo ha fatto sì che mi sia ritrovata pronta a riconoscere la persona giusta, e a vivere con lui un amore solido e stabile, in grado di farci sentire sereni nonostante le ondate esterne di fatiche e preoccupazioni.
    Credo fortemente che questo passato potrebbe rappresentare una solida base con un bambino se dovesse arrivare, perché conosco già l'importanza "della squadra" (genitori, medici, psicologi, amici, consultori) e la mia capacità di saper chiedere aiuto e di non arrendermi.
    Dall'altro lato, più leggo/sento di situazioni difficili da affrontare, più sento la nostalgia di questa spiaggia di pace da così poco raggiunta... Sono grandetta ormai, ho 40 anni, forze fisiche conseguenti, abitudini e ritmi quotidiani consolidati.
    Quando guardiamo un film nel nostro mega televisore, esausti dalla giornata, perfettamente rilassati, a volte dico a mio marito: "e se ora un bambino urlante ci chiamasse per consolarlo per un incubo? Se avesse la febbre alta e andasse portato di corsa al pronto soccorso? Con che forze potremmo lavorare domani con poco sonno in corpo? Se da adolescente finisse in depressione, o tra amici sbagliati, o ci odiasse?" E tutte queste paranoie valgono sia per figli naturali che adottivi... Mio marito ogni volta mi abbraccia e mi dice. "siamo una squadra, non sarai sola. Saremo una squadra qualunque cosa succederà, affronteremo tutto insieme" e mi abbraccia forte.
    È molto incoraggiante, vero? Forse dovrei leggere meno e ritrovare un po' lo spirito di quella ragazzina adolescente che sognava di offrire una famiglia calda e solida ad una bimba in difficoltà...

  • #2
    Ciao ElisaCicis
    che storia, mamma mia! Meritate tanto!
    Come lo dimostra il tuo racconto, ogni storia è a se, anche nell'adozione e secondo me dovete provare, dovete tenere in piedi entrambe le strade, noi le abbiamo percorse entrambe, certo è che l'adozione è un altro mondo, si incontra un mondo aperto, coppie che parlano e si raccontano, diverso forse da quello "assistita", dove ognuno pensa per se anche con un pò di invidia...
    Mi ha fatto molto sorridere le domande che vi siete posti, perchè erano le stesse che ci facevamo noi e credo tutte le coppie in attesa, ma poi quando te lo trovi in casa è tutto diverso, il tuo corpo si trasforma, io per esempio soffro di mal di testa e voglio stare al buio, ma da quando è arrivato, riesco a sopportarlo e pure a parlare!!!!....è una cosa indescrivibile credetemi.
    Bisogna essere un pò incoscenti, come i ragazzini e vedrete che tutto andrà per il meglio, in un modo o nell'altro.
    Vi lascio con il nostro motto che ci ha accompagnato e ci accompagna ogni giorno: "l'amore e il tempo risolverà tutto"
    e....in dorso alla balena!

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    • #3
      Grazie per l'incoraggiamento! <3
      W le balene! 🐋

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      • #4
        "certo è che l'adozione è un altro mondo, si incontra un mondo aperto, coppie che parlano e si raccontano, diverso forse da quello "assistita", dove ognuno pensa per se anche con un pò di invidia..."
        Questa frase mi ha fatto riflettere molto. È un po' triste ed è difficile ammetterlo perché l'invidia è un sentimento naturale ma che odiamo. Ci fa sentire cattivi. Ma fondamentale è vero. Ho una stretta al cuore ogni volta che amici hanno bimbi nuovi (pur nella gioia per loro) mentre i nostri tentativi con i ginecologi falliscono.
        Ma a leggere, sentire e vedere storie di adozione provo solo una gioia pazzesca e voglia di fare il tifo. 2 famiglie mie amiche sono riuscite ad accogliere dei bimbi adottivi in casa nell'ultimo anno, per me è stato bello come se avessi vinto anche io con loro.
        ​​​​

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        • #5
          Questo forum lo dimostra, coppie che rispondono e raccontano la propria storia dando speranza a quelle in attesa, prima o poi in questo percorso si arriverà ad una conclusione
          Con l'accanimento terapeutico intanto il tempo passa e alle donne soprattutto non aiuta al fisico con il passare degli anni, l'adozione è davvero un mondo fantastico, credimi, siate incoscienti, spedite la domanda, vi confronterete e poi il tempo porterà consigli.
          Un abbraccio a tutti e due

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          • #6
            Ciao Elisa,
            questo è il mio primo post qui, ma sentivo di doverti scrivere due righe. Veniamo anche noi da 5 anni di PMA, ma parallelamente avevamo già mandato la nostra richiesta al tribunale con l'idea "se capita contemporaneamente sarà doppia gioia". Fino a questo ottobre, però, non ci eravamo attivati realmente con l'adozione e solo la settimana scorsa ci hanno chiamato dalla asl per l'inizio dei colloqui. Insomma, siamo ad inizio percorso, con tanta paura e avendo avuto tanto tempo per riflettere su tante cose. Non ci crederai, ma una delle domande che ci siamo fatti è stata molto simile alla tua: sono le domande più elementari, quelle di una routine che va modificata, quelle che forse fanno più paura. Ma con un figlio naturale non sarebbe lo stesso?
            Quoto Albyanna: spedite la domanda. Ci saranno ancora tanti interrogativi che vi porrete, tante paure e tante incognite: tremo al pensiero di quello che sarà, ma dall'altro lato non riesco a non contenere la gioia che potrà darci l'esito positivo dell'adozione. Gli interrogativi e la paura di essere non all'altezza ci saranno sempre, prima, durante e dopo l'adozione, ma se l'idea è radicata, dovrete solo portarla avanti e sostenervi l'un l'altra.
            Forza!

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            • #7
              Cara Pansy,
              faccio un gran tifo per la vostra partenza, spero di seguirvi presto a ruota, appena un gradino dietro di voi! 🤞🏻

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