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Appello per i bimbi del Congo

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  • Appello per i bimbi del Congo

    Carissimi tutti,

    volevo richiamare la vostra attenzione sulla drammatica situazione che si è venuta a creare per i bimbi e le famiglie nella Repubblica Democratica del Congo.

    Qui sotto il testo (più o meno) che le famiglie in attesa dei loro figli invieranno, tutti assieme, da domani ai vertici della CAI.
    Dal testo, a mio avviso, si comprende pienamente quanto questo “blocco” sia non solo assurdo, ma anche, dal punto di vista giuridico, difficilmente sostenibile.
    Ho pensato che anche da parte di noi che abbiamo adottato o siamo in attesa su altri Paesi la situazione non potesse esserci indifferente e che qualcosa, anche minima, si poteva fare.

    Per cui inviterei tutti ad inviare, a partire da domani, un fax o un’e-mail di sostegno e di sottoscrizione delle azioni che stanno portando avanti le famiglie “RDC”.

    Il testo…libero…ognuno scriva quello che si sente…direi che possa essere sufficiente riportare l’oggetto del testo e comunicare la propria preoccupazione sulla situazione ed il proprio appoggio e solidarietà ai bimbi ed alle famiglie….anche poche righe, saranno sufficienti.
    Ad esempio: “siamo XXXXX genitori adottivi di un bambino/a di nome.....(o genitori in attesa di adottare ....) e comprendiamo l'apprensione che in questi periodi assale gli aspiranti genitori adottivi di bambini della Repubblica Democratica Del Congo. Per questo vogliamo unirci al loro appello di non lasciare intentata alcuna strada che possa portare ad una rapida soluzione della vicenda del blocco dei permessi di uscita per i bambini che hanno bisogno di una famiglia.”

    Sono convinto che a questo appello risponderemo in molti.

    I figli del Congo sono anche nostri figli!

    Non li facciamo sentire soli!

    Un abbraccio

    Giorgio


    • Al Presidente della Commissione Adozioni Internazionali Onorevole Ministro Dr.ssa Cécile Kyenge
    • Al Vice Presidente della Commissione Adozioni Internazionali, Dr.ssa Daniela Bacchetta
    FAX 06/67794719 (Ministero Integrazione); FAX 06/67792165 (CAI); Posta elettronica: LINEACAI @palazzochigi.it;
    • Al Ministero degli Affari Esteri nella persona dell’Onorevole Ministro Dr.ssa Emma Bonino
    FAX 06/3236210; PEC: [email protected];
    Oggetto: situazione dei genitori adottivi di bambini della Repubblica Democratica del Congo - ripristino della legalità e sollecito per l’attivazione di ogni possibile canale diplomatico
    Siamo i Sigg. XXXXXXX genitori di un bambino di nome XXXXXX della Repubblica Democratica del Congo (RDC), la cui adozione è stata riconosciuta con sentenza passata in giudicato dell’autorità giudiziaria congolese.
    E’ a Voi tutti nota la situazione di stallo che si è venuta creare a seguito della decisione della Diretion General Migration (DGM) della RDC di sospendere il rilascio dei permessi di uscita dal paese per i minori adottati.
    Tale decisione ha colpito indiscriminatamente tutte le coppie, anche quelle che, come noi, erano già munite di sentenza definitiva dell’autorità giudiziaria congolese e che attendevano solo di incontrare il loro bambino (nel nostro caso dopo una attesa – tra fase italiana e fase internazionale di ben XXX mesi sino ad oggi).
    E’ per Voi, quindi, fin troppo evidente che si è venuto a creare un problema di diritto internazionale e di civiltà giuridica in quanto siamo dei cittadini italiani che hanno il pieno diritto affinché una sentenza definitiva - emessa nei loro confronti - esplichi i suoi bravi effetti.
    Di fatto, tuttavia, tali sentenze non vengono eseguite a causa di una decisione di una autorità amministrativa che peraltro, come a Voi ben noto, anche per il sistema legislativo congolese, non ha alcun potere né in materia di adozioni né, tantomeno, di interferire con il potere giudiziario.
    E’ per Voi altrettanto evidente che noi genitori adottivi senza l’aiuto delle istituzioni siamo impotenti di fronte a questa situazione Chi come Voi, perٍ, ha il potere e la competenza per agire non avrebbe dovuto tollerare quanto accaduto sino ad oggi che è un evidente massacro della legalità.
    Riteniamo che da parte Vostra, sino ad oggi, la situazione sia stata sottovalutata e che non sia stata intrapresa una necessaria pressante azione di confronto con le autorità congolesi, che portasse ad un risultato concreto.
    Probabilmente ne è prova la circostanza stessa che la CAI si è limitata a riportare sul proprio sito la notizia della sospensione dei permessi di uscita per i bambini (notizia datata 25 Settembre 2013) e non abbia – da allora - pubblicato (caso unico tra le autorità dei vari Paesi che si occupano di adozioni) nessun altro aggiornamento sul tema (eventuali azioni intraprese o che si intendono intraprendere, eventuali altri comunicati riguardanti la situazione, aggiornamenti ricevuti dall’ambasciata Italiana a Kinshasa, ecc.).
    Appare ancor di più come una mancanza di rispetto, nei confronti di noi genitori adottivi, la assenza totale di serie informazioni da parte della CAI circa l’esito degli eventuali contatti in corso con le autorità locali.
    Emblematico (ed incomprensibile) è il caso della recente missione in loco del Ministro Kyenge (pare che il contenuto dei colloqui avuto con le autorità congolesi sul punto non sia stato esplicitato neppure agli enti autorizzati).
    Peraltro l’autorità giudiziaria congolese prosegue nel pronunciare sentenze di adozione, quindi, come se nulla fosse successo.
    Tale dato, ad una attenta analisi, è tutt’altro che rassicurante in quanto, in assenza di tangibili cambi di rotta dal punto di vista del blocco in uscita dei bambini, porterà a conseguenze ancor più pesanti producendo un aumento indiscriminato del numero di figli di genitori Italiani tenuti “prigionieri” dalle autorità congolesi.
    Ricordiamo inoltre che gli istituti di Kinshasa sono attualmente al completo e non si trovano nelle condizioni di poter accogliere altri bambini bisognosi. Il blocco rischia di avere pertanto conseguenze drammatiche proprio sui minori che – almeno nelle intenzioni – si proponeva di tutelare
    VI CHIEDIAMO DUNQUE:
    VISTO CHE LO SBLOCCO PER LE 30 COPPIE ERA GIA' STATO PREVISTO PRIMA DEL VIAGGIO DELLA MINISTRA KIENGE, QUALI ALTRI RISULTATI SONO STATI RAGGIUNTI? LE COPPIE CON SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO QUANTO DOVRANNO ANCORA ASPETTARE?
    COME AVETE INTENZIONE DI FAR RISPETTARE IL DIRITTO DI NOI GENITORI ADOTTIVI?
    QUALI GARANZIE AVETE OTTENUTO SULLA RIDUZIONE DEI 12 MESI DI BLOCCO PROMESSA DALLA DGM?
    Poiché la questione riguarda molti altri Paesi, qualora riteniate che questa situazione sia insormontabile per la nostra forza diplomatica - (ma siamo sinceramente convinti che non sia cosى) - Vi esortiamo ad intraprendere una azione sinergica che miri a far rispettare i diritti dei genitori adottivi anche attraverso organismi sovranazionali quali l’ONU o il Permanent Bureau della Conferenza dell'Aja.
    Noi genitori adottivi in attesa dei nostri figli della RDC, da oggi resteremo uniti in un comitato permanete che organizzerà ogni tipo di azione ed iniziativa ritenuta utile a sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica al problema.
    Con osservanza
    Firma dei genitori
    Last edited by jcornit; 12-11-13, 03:26 .
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