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Dagli istituti della Bulgaria e non solo

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  • #61
    http://gatti.blogautore.espresso.rep...to-i-pedofili/

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    • #62
      L'inchiesta pubblicata dal settimanale l’Espresso nel mese di luglio contiene gravissime accuse false e diffamatorie contro cui l’Associazione ha presentato querela. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, comprendiamo la buona fede di chi si è visto veicolare messaggi tanto duri ma confidiamo allo stesso tempo nella capacità di giudizio critico di cui ciascun uomo è dotato. La invitiamo quindi ad acquisire informazioni più ampie e complete sulla vicenda sul sito internet dell’associazione (www.aibi.it), dove sono reperibili tutte le repliche corredate da documenti che smentiscono le accuse mosse contro AiBi.

      Siamo certi che, una volta valutata la documentazione che comprova come quelle de L'Espresso siano grossolane bugie, potrà meglio comprendere il carattere gravemente diffamatorio della cosiddetta "inchiesta", fondata sulla falsa rappresentazione di una realtà inesistente. Peraltro - e la preghiamo di voler comprendere le nostre ragioni - non ci è più possibile accettare supinamente che le menzogne propalate dal settimanale vengano continuamente riprese e nuovamente veicolate, amplificando quell'effetto demolitivo dell'immagine di Ai.Bi. volutamente perseguito dall'autore della cosiddetta "inchiesta". Per tale ragione, la invitiamo a voler attentamente ponderare il contenuto di suoi eventuali nuovi interventi, giacché, se un sereno e pacato confronto è sempre il benvenuto, la ripetizione acritica e preconcetta di falsità lesive dell'onorabilità e del decoro di Ai.Bi. non verrà ulteriormente tollerata e, d'ora in poi, sarà perseguita, sia in sede civile che penalmente. Rimaniamo, in ogni caso, a sua disposizione per qualsiasi chiarimento, pronti a fornirle ogni riscontro atto a farle comprendere quale sia stato il reale andamento dei fatti oggetto delle false notizie apparse su L'Espresso.

      Cordialmente,

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      • #63
        Caso Bulgaria. Nessuna censura di un Tribunale su Ai.Bi.: “L’ente non è parte di alcun procedimento giudiziario” sulla mancata denuncia di presunti pedofili

        Non corrisponde al vero che il Tribunale per i Minorenni ha emesso una “censura” nei confronti di Ai.Bi dato che Amici dei Bambini non è parte del procedimento. Altra prova del fatto che il provvedimento indicato dal giornalista Fabrizio Gatti non censura né certo sanziona Ai.Bi. è dato dallo stesso fatto che l’associazione non ne ha neppure ricevuto una copia!
        Questo dimostra che quanto scritto da Gatti (sul suo blog nell’articolo del 21 luglio 2016, dal titolo “Il Tribunale dei minori: Ai.Bi non ha denunciato i pedofili”), ovvero “le gravi omissioni di Ai.Bi e del suo presidente” sarebbero “dimostrate” da un “provvedimento con cui un Tribunale per i minorenni italiano censura il comportamento di Marco Griffini, della sua associazione e di alcuni suoi operatori”, sia l’ennesima falsità e bufala nei confronti di Amici dei Bambini.

        Leggi la news, pubblicata il 24 novembre sul sito di aibinews

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        • #64
          Originariamente Scritto da Ufficio Stampa Visualizza Messaggio
          Caso Bulgaria. Nessuna censura di un Tribunale su Ai.Bi.: “L’ente non è parte di alcun procedimento giudiziario” sulla mancata denuncia di presunti pedofili

          Non corrisponde al vero che il Tribunale per i Minorenni ha emesso una “censura” nei confronti di Ai.Bi dato che Amici dei Bambini non è parte del procedimento. Altra prova del fatto che il provvedimento indicato dal giornalista Fabrizio Gatti non censura né certo sanziona Ai.Bi. è dato dallo stesso fatto che l’associazione non ne ha neppure ricevuto una copia!
          Questo dimostra che quanto scritto da Gatti (sul suo blog nell’articolo del 21 luglio 2016, dal titolo “Il Tribunale dei minori: Ai.Bi non ha denunciato i pedofili”), ovvero “le gravi omissioni di Ai.Bi e del suo presidente” sarebbero “dimostrate” da un “provvedimento con cui un Tribunale per i minorenni italiano censura il comportamento di Marco Griffini, della sua associazione e di alcuni suoi operatori”, sia l’ennesima falsità e bufala nei confronti di Amici dei Bambini.

          Leggi la news, pubblicata il 24 novembre sul sito di aibinews
          Gentili signori dello Staff, gentili signori dell’Ufficio Stampa. Aderendo al vostro invito ho esaminato con attenzione la documentazione pubblicata sul vostro sito. Prendo atto anche della vostra disponibilità a fornire ogni chiarimento affinchè possa comprendere quale sia stato il reale andamento dei fatti oggetto delle false notizie apparse su “L’Espresso”. Mi sembra di capire, da quello che leggo sul vostro sito, che voi riteniate (per i motivi che esplicitate in uno degli interventi) che il Tribunale dei Minori non abbia mosso alcuna censura all’operato di AIBI in merito alla vicenda bulgara e per questo quanto sostenuto dal giornalista in merito “è una bufala”. Sempre leggendo sul vostro sito mi sembra di poter comprendere che voi riteniate una bufala anche il reportage di Fabrizio Gatti in merito “ai presunti casi di pedofilia” descritti dal giornalista. Ho letto altresى l’articolo di Fabrizio Gatti che pubblica, parzialmente, un documento attribuendone la genesi al Tribunale dei Minori. Dalla lettura di tale parte del documento purtroppo si evincerebbe, senza dubbio alcuno, come il Tribunale abbia accertato che i bambini di quell’orfanotrofio sono stati sottoposti ad atroci abusi. Altresى di certo, in diversi passaggi, viene connotato negativamente l’operato di AIBI. Vi chiedo pertanto di voler fornire, se ritenete, eventuali chiarimenti atti a far comprendere il reale andamento dei fatti e altresى se riteniate che il documento pubblicato dal giornalista e da lui stesso attribuito al Tribunale dei Minori sia un falso del giornalista o cos’altro. Grazie.

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          • #65
            Come interpretare il silenzio, sinora, dello staff di AIBI ( che si è detto disponibile ad ogni chiarimento, che si attende ) e dell’ufficio stampa? Nella speranza che una domanda ancora più diretta possa trovare risposta più facile, si chiede: AIBI asserisce, indipendentemente da ogni dissertazione giuridica ed indipendentemente dal fatto che possa fornirne o meno le prove, che il documento parzialmente pubblicato dal giornalista ( la cui redazione è da lui attribuita al Tribunale dei Minori ) è un falso?
            In caso contrario è persino troppo evidente come chi legge tale pubblicazione non puٍ che trarre la conclusione che l’assunto del giornalista in merito ai diversi aspetti della vicenda bulgara abbia trovato conferma da parte del Tribunale dei Minori.

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            • #66
              Caso Bulgaria. Nessuna censura di un Tribunale su Ai.Bi.

              Riportiamo nuovamente a seguire la news pubblicata il 24 novembre sul sito di aibinews dal titolo: “Caso Bulgaria. Nessuna censura di un Tribunale su Ai.Bi.: “L’ente non è parte di alcun procedimento giudiziario” sulla mancata denuncia di presunti pedofili” .
              La news, se letta con attenzione, contiene tutte le risposte alle questioni poste. Ecco il link: http://www.aibi.it/ita/caso-bulgaria...nale-su-ai-bi/

              Caso Bulgaria. Nessuna censura di un Tribunale su Ai.Bi.: “L’ente non è parte di alcun procedimento giudiziario” sulla mancata denuncia di presunti pedofili
              In un articolo del 21 luglio 2016, che sul titolo riporta “Il Tribunale dei minori: Ai.Bi non ha denunciato i pedofili”, pubblicato online sul suo blog, il giornalista Fabrizio Gatti, ormai noto per le evidenti ostilità contro Ai.Bi., ha dichiarato che “le gravi omissioni di Ai.Bi e del suo presidente” sarebbero “dimostrate” da un “provvedimento con cui un Tribunale per i minorenni italiano censura il comportamento di Marco Griffini, della sua associazione e di alcuni suoi operatori”.

              Come riferito dal giornalista, che ne riporta alcune immagini, si tratterebbe di un documento “che porta la firma di tre giudici e del presidente del Tribunale ed è stato depositato nel maggio 2014”, il cui solo dispositivo (tecnicamente la parte conclusiva in cui sono assunte le decisioni di un tribunale) sarebbe composto in totale da “dieci pagine”.

              Nei mesi scorsi Ai.Bi. ha chiesto al Tribunale per i Minorenni in questione e alla CAI (Commissione Adozioni internazionali) di potere ricevere copia del provvedimento indicato dal giornalista, dal momento che non ne aveva, e continua a non averne, alcuna conoscenza.

              La risposta avuta da entrambe le autorità è stata che “l’ente richiedente non è parte formale del procedimento giudiziario inerente il provvedimento richiesto in copia” e che Ai.Bi è un “soggetto terzo” rispetto ad esso.

              In altre parole non corrisponde al vero che il Tribunale per i Minorenni ha emesso una “censura” non essendo possibile che un Tribunale per i minorenni possa avere “censurato” Ai.Bi. che non era parte del procedimento.

              Altra prova del fatto che il provvedimento indicato da Gatti non censura né certo sanziona Ai.Bi. è dato dallo stesso fatto che l’associazione non ne ha neppure ricevuto una copia!

              Del resto l’art. 111 della Costituzione stabilisce che nessuna persona, e ovviamente neppure una associazione, possa essere destinataria di provvedimenti giudiziari senza la propria partecipazione alla procedura e senza l’esercizio del noto diritto di difesa.

              Peraltro, nessuna norma del nostro ordinamento prevede per i Tribunali per i minorenni il potere di “censurare” persone, né fisiche né giuridiche, quand’anche queste fossero parte dei procedimenti di cui si occupano. Per fare un esempio del tipo di procedimenti che rientrano nella competenza dei Tribunali per i minorenni, nel caso di provvedimenti con cui il Tribunale per i minorenni decida di apporre limiti alla responsabilità genitoriale (in precedenza detta “potestà genitoriale”) oppure di dichiararne la decadenza, tale decisione non rappresenta mai una sanzione per l’inidoneità dei genitori ma è ontologicamente una decisione volta alla tutela dei figli per far fronte ad una situazione oggettiva, accertata dai servizi sociali, rispetto alla quale le “colpe” dei genitori (e tanto più di soggetti terzi) non hanno alcun ruolo né funzione.

              Infine, quand’anche il Tribunale per i minorenni, per assurdo, avesse inserito nel provvedimento di volontaria giurisdizione relativo ad un caso privato una “censura” nei confronti di Ai.Bi., esso certamente avrebbe violato, nell’esercizio delle sue funzioni, i doveri di correttezza e rispetto della persona (art. 1, D. Lgs. n. 109 del 2006), con una condotta riconducibile agli illeciti previsti nell’art. 2 di detto decreto lgs. 109/2006 che prevede i casi di illeciti disciplinari dei magistrati nell’esercizio delle loro funzioni.

              In particolare, si tratterebbe di un provvedimento non consentito dalla legge con conseguente lesione di diritti dell’ente tutelati dalla Costituzione ovvero di provvedimento comunque illegittimo perché esercizio di una potestà riservata dalla legge ad altri organi, essendo semmai la CAI (per eventuali aspetti amministrativi) oppure una autorità competente in materia penale (per eventuali responsabilità di tipo penale) a potere sanzionare l’ente autorizzato – cosa che non è mai avvenuta – ma non certo un tribunale per i minorenni!

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              • #67
                Dopo una rilettura attenta di quanto sopra e degli altri interventi di AIBI riportati sul proprio sito, mi sembra che senza spazio di dubbio alcuno si evinca come l’Ente sostenga l’inesistenza di ogni abuso e di quanto riferito da Gatti in merito all’orfanotrofio bulgaro in questione, cosى come l’inesistenza di ogni “censura” da parte del Tribunale dei Minori in merito ai comportamenti di AIBI. Altrettanto chiaramente attraverso la lettura dell’articolo del giornalista intitolato “Ladri di bambini, il Tribunale dei minori: AIBI non ha denunciato i pedofili”, pur soffermandosi esclusivamente sulla parte la cui redazione è attribuita dal giornalista al Tribunale dei Minori emerge come gli atroci abusi siano stati accertati dall’autorità giudiziaria medesima cosى come il comportamento di AIBI sia stato oggetto di severe critiche e disapprovazione da parte dello stesso Tribunale. Per cui, pur non avendo ritenuto l’Ente di dover esplicitare le proprie conclusioni, mi sembra di poter dedurre solo che il contenuto del documento, riportato come redatto dal Tribunale, è ritenuto da AIBI un falso del giornalista. A meno di rettifiche da parte dell'Ente .

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                • #68
                  http://www.raiplay.it/video/2017/02/...c3f5eb56f.html

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                  • #69
                    http://www.raiplay.it/video/2017/02/...4aa3af731.html
                    Presa Diretta; adozioni in Congo e pedofilia in Bulgaria ; dal minuto 15 adozioni in Congo ; da 1 ora ad un'ora e 15 minuti la Tana degli Orchi in Bulgaria; intervistato il fotografo pedofilo ( accertato dal Tribunale dei minori italiano ) un esperto bulgaro , un orfano che racconta gli abusi, il Presidente di AIBI. I bulgari negano quanto accertato dall'Autorità Giudiziaria italiana. Il Presidente di AIBI, su cui si è espresso il Tribunale dei Minori italiano si schiera dalla parte dei bulgari.

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                    • #70
                      se il link non apre il video basta andare su www.presadiretta.rai.it e poi cliccare sull'immagine della puntata sulle adozioni

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