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Dal Fatto Quotidiano, un'altro articolo su cosa sta succedendo in Congo...

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  • Dal Fatto Quotidiano, un'altro articolo su cosa sta succedendo in Congo...

    I media continuano a dire cosa sarebbe accaduto in Congo, la CAI dal suo sito smentisce.

    Come stanno veramente le cose?


    https://www.facebook.com/comitatofam...type=1&theater

  • #2
    E ci risiamo !!!!! Ma l avete capito che ciٍ che conta è quello che dice la Cai !!!! Come stanno le cose non preoccupatevi che chi deve sapere sa!!!! C'è qualcuno che si diverte tanto a fare penare noi coppie , ma ricordatevi che il bene vince sempre sul male

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    • #3
      Originariamente Scritto da giulia Visualizza Messaggio
      Ma l avete capito che ciٍ che conta è quello che dice la Cai !!!!
      Ma cosa stai dicendo ?????? La CAI ha avuto la sfacciataggine di NEGARE TUTTO !!!!!
      Leggiti questo articolo per favore: http://www.pugliain.net/adozioni-int...i-di-kinshasa/

      Anzi, te lo riporto qui sotto:

      Che fine hanno fatto i bambini di un orfanotrofio di Kinshasa spariti dalla sera del 29 dicembre?

      Continua la gestione a dir poco discutibile delle adozioni internazionali da parte dell’Italia. Si apprende, infatti, che la sera del 29 dicembre tre uomini con accento francese sono giunti all’orfanotrofio “Maison familial Ange Gabrielle” a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) e, dopo aver assicurato di essere stati inviati dalla Commissione adozioni internazionali dell’Italia (CAI), hanno portato via ventidue bambini (la foto è di repertorio n.d.r.), dal punto di vista burocratico già adottati da alcune famiglie italiane, tra cui anche alcune pugliesi.

      Per questo motivo, il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S), vicepresidente del Comitato permanente per i diritti umani, ha depositato una interrogazione parlamentare rivolta al Presidente del Consiglio, per sapere quali siano i motivi che hanno spinto la CAI a compiere un intervento notturno.

      “L’episo*** rischia di aggravare ulteriormente i già delicati rapporti tra Congo e Italia, sul versante delle adozioni internazionali – dichiara esterrefatto il parlamentare pugliese 5 Stelle – Da quando, nel 2013, il Congo ha sospeso le adozioni, circa 150 famiglie italiane che hanno adottato un bimbo congolese attendono una risposta dalla CAI sullo stato delle trattative per sbloccare la situazione. E a parte il viaggio con cui il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi riuscى a condurre in Italia nel maggio scorso 31 bimbi congolesi, il risultato per le famiglie italiane è il silenzio. La Commissione Affari Internazionali, presieduta dal Presidente Renzi, continua con il suo modo di fare caratterizzato da una assoluta mancanza di trasparenza, oltre che da immobilismo, dal quale traspare una certa arroganza”.

      Il caso è ora all’attenzione del ministero congolese del Genere, della Famiglia e del Bambino, il quale ha promesso di aprire un’inchiesta, dopo aver ricevuto la relazione inviata dai responsabili dell’orfanotrofio, spedita anche all’ambasciatore italiano a Kinshasa e alla stessa CAI. Dal canto suo la CAI, in un comunicato pubblicato sul suo sito istituzionale il 20 gennaio scorso, conferma gli ottimi rapporti con le autorità del Congo nel perseguire la tutela dei diritti dei bambini e il massimo impegno nonché la massima fiducia nel positivo esito delle adozioni.

      “Sento il dovere di continuare a pungolare il Governo ogni qualvolta si presenteranno anomalie nella gestione delle adozioni internazionali. Nel caso della Repubblica Democratica del Congo – conclude Emanuele Scagliusi (M5S) – oltre cento famiglie attendono ancora notizie in merito alle loro situazioni pendenti e vedono ritardare la conclusione positiva delle loro richieste di adozione, senza ricevere spiegazioni. Vediamo se la CAI decide di invertire la rotta o se ha intenzione di continuare con questo modus operandi”.

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      • #4
        Vi riporto anche il testo dell'interpellanza parlamentare di Giovanardi:

        Interpellanze
        GIOVANARDI, FORMIGONI, Luciano ROSSI, COMPAGNA, MARINELLO, TORRISI, PAGANO, Giuseppe ESPOSITO, DALLA TOR, CONTE, MANCUSO, D'ASCOLA - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che, per quanto risulta agli interpellanti:
        la Presidenza del Consiglio dei ministri, delegata a rispondere in data 6 novembre 2014, non ha ancora provveduto a fornire risposte all'interpellanza 2-00217, presentata dal senatore Maurizio Sacconi e dal primo firmatario della presente interpellanza il 30 ottobre 2014, con cui erano chiesti precisi e urgenti chiarimenti e si interrogava il Governo su come intendesse garantire un regolare svolgimento dei lavori della Commissione per le adozioni internazionali;
        nelle more e con il perdurare della situazione di illegittimità nella quale sono svolte le funzioni della Commissione, si stanno verificando gravi anomalie e danni all'interno del sistema delle adozioni internazionali, sia per via dell'attuale funzionamento della stessa Commissione che sul fronte della credibilità del sistema Italia nei rapporti con le autorità degli altri Paesi;
        si assiste innanzitutto ad un singolare accadimento, in assoluta controtendenza rispetto alla prassi del decennio passato: la Commissione per le adozioni internazionali nella sua attuale composizione dall'ultimo insediamento si è riunita una sola volta in data 26 giugno 2014, a fronte di una riunione almeno mensile che da sempre ne aveva caratterizzato i lavori;
        ad oggi la Commissione non ha rilasciato numerose attestazioni necessarie agli enti autorizzati per essere operativi all'estero: tale blocco si è verificato per numerosi enti rispetto alle procedure in diversi Paesi, in fase di rilascio della prima autorizzazione oppure in fase di rinnovo;
        vi è inoltre un'ulteriore situazione anomala consistente nel fatto che le funzioni della segreteria generale sono di fatto svolte dalla stessa dottoressa Silvia Della Monica, con la conseguenza che quest'ultima, di fatto, cumula nella propria figura oltre alla funzione di vice presidente e di presidente in delega anche quella di direttore generale;
        in questo quadro succede ancora che la dirigente dottoressa Patrizia Cologgi, nel frattempo risulta coinvolta nell'inchiesta "Mafia capitale", ha rassegnato recentemente le proprie dimissioni mentre non è ancora stata chiarita la posizione della dottoressa Donatella Piazza e dei requisiti che la stessa dovrebbe presentare a norma dell'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 108 del 2007;
        sembra infine acuirsi sempre più una situazione di conflittualità fra gli enti che appare favorita dalla stessa Commissione;
        gli effetti dell'attuale funzionamento della CAI sono evidenti, essendosi nel frattempo verificate delle gravissime vicende, come ad esempio il caso dei rapporti con le autorità della Bielorussia e con quelle della Repubblica democratica del Congo;
        in Bielorussia si è verificata una situazione a dir poco incresciosa, dal momento che con comunicazione del 13 gennaio 2015 n. 27-01-11/49 indirizzata agli enti italiani autorizzati per le adozioni, il centro nazionale per le adozioni della Bielorussia presso il Ministero dell'istruzione, autorità centrale del Paese nella materia, ha dato atto del mancato rispetto da parte della CAI del regolamento sottoscritto tra le autorità dei due Paesi per via del mancato invio di un documento necessario già dal settembre 2014 e sollecitato più volte; "la mancanza del documento - come precisato nella stessa comunicazione - è un ostacolo insuperabile per la futura collaborazione nell'esame delle pratiche di adozioni internazionali dei minori bielorussi da parte di cittadini italiani"; l'autorità centrale Bielorussa (e su questo aspetto a giudizio degli interpellanti si rasenta il ridicolo) ha chiesto espressamente agli enti italiani di informare le famiglie di questa situazione e di porgere loro delle scuse da parte del Governo bielorusso, con la precisazione che quest'ultimo avrebbe continuato a sollecitare la propria richiesta alla CAI;
        solo successivamente, con comunicato pubblicato sul proprio sito internet in data 19 gennaio 2015, e dunque dopo il richiamo ricevuto dalle autorità straniere, la Commissione ha dato atto del ricomporsi dei rapporti con le autorità della Bielorussia e della costituzione di un gruppo misto di lavoro tra la CAI e le autorità bielorusse;
        a parere degli interpellanti risulta drammatico, d'altra parte, il caso recentissimo della Repubblica democratica del Congo dove sembra ormai accertato che la stessa Commissione abbia ordinato lo spostamento notturno di alcuni minori a Kinshasa in data 29 dicembre 2014 procurando traumi sia sui minori trasferiti che su quelli rimasti nel centro di accoglienza, ove il collocamento era stabilito in base alla legge locale; per effetto di tali accadimenti le locali autorità competenti si sono fortemente risentite avendone avuta segnalazione da parte dei soggetti incaricati di accogliere i minori con autorizzazione del Governo locale;
        per comprendere quanto sia grave ordinare ad un ente autorizzato di compiere in una terra straniera delle azioni contrarie alla legge locale, e comunque senza il rispetto delle procedure previste nel Paese in questione, occorre forse mettersi per un attimo "nei panni" delle autorità della Repubblica democratica del Congo e immaginare che cosa ne avrebbero pensato gli italiani se persone congolesi inviate dalle autorità straniere si fossero presentate a tarda sera all'interno di una casa famiglia italiana con in mano la fotocopia di documento di un'autorità straniera pretendendo di prelevare i minori in pigiama e in lacrime per trasferirli in un luogo non specificato;
        gravità su gravità: l'ufficiale smentita, da parte della Commissione, dei fatti che risultano realmente accaduti in Congo, le cui notizie sono state invece definite dalla stessa CAI "false e calunniose" nel comunicato pubblicato sul sito internet il 20 gennaio, genera il maggiore sconcerto, e ci si chiede perché una pubblica autorità dovrebbe dichiarare inveritieri e quindi smentire fatti dei quali risulta che esistano precisi documenti. Tale ulteriore gesto rivela, a parere degli interpellanti, una mancanza di trasparenza da parte di un'istituzione che dovrebbe invece essere proprio un esempio di trasparenza;
        dinanzi a tali avvenimenti senza precedenti nella storia della CAI, è evidente agli occhi dell'intero Paese come non si possa continuare in una situazione del genere, capace di distruggere, nel giro di pochi mesi, quanto faticosamente costruito nel corso di oltre un decennio con un paziente lavoro che, pur nell'avvicendarsi della composizione della Commissione, aveva sempre, prima di oggi, mantenuto alto il profilo dell'Italia in questa materia, conferendole un ruolo esemplare e di eccellenza,
        si chiede di sapere:
        che cosa intenda fare il Governo per garantire un regolare svolgimento dei lavori della Commissione per le adozioni internazionali;
        come intenda inoltre procedere, per quanto di competenza, per perseguire eventuali illeciti amministrativi o penali che si ravvisassero nel funzionamento della Commissione, come sopra descritto;
        se risulti che la dottoressa Della Monica abbia intenzione di dimettersi e se il Presidente del Consiglio dei ministri intenda presentare una proposta per la nomina di un commissario straordinario che si occupi di ricostruire la credibilità del Paese con le autorità straniere, emettere i provvedimenti attesi perché le procedure adottive siano pienamente operative e, in generale, assicurare che tutte le attività di competenza della Commissione per le adozioni internazionali siano portate avanti secondo le procedure di legge;
        se ritenga opportuno riferire al Parlamento a norma della legge n. 400 del 1988, art. 11, comma 3, sull'attività del commissario.

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        • #5
          Non fidatevi della CAI come aveste i paraocchi!!!!

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          • #6
            http://afrique.kongotimes.info/rdc/e...congolais.html

            RDC : Une fondation italienne impliquée dans le trafic illegal d'enfants

            01/02/2015 14:35:00KongoTimes!

            Un groupe d’enfants ont disparu d’un orphelinat dans la commune de Mont-Ngafula (Kinshasa). Selon les témoignages recueillis sur cette affaire, des bourreaux de ces enfants sont des congolais, collaborateurs de Fondation Raphael (une agence italienne). Ils agiraient pour le compte de la commission des adoptions internationales italienne. Et ce, en violation de la procédure en la matière. A ce jour, les motivations de ce déplacement nocturne d’enfants ne sont pas connues.

            Alors que les autorités congolaises ont suspendu l’adoption internationale d’enfants, certaines personnes se permettent de fouler aux pieds cette disposition, défiant ainsi l’Etat. Le dernier cas en date, c’est la fondation Raphael, une agence italienne qui est cité.

            Un groupe d’enfants ont disparu d’un orphelinat dans la commune de Mont-Ngafula (Kinshasa). Selon les témoignages recueillis sur cette affaire, des bourreaux de ces enfants sont des congolais, collaborateurs de Fondation Raphael (une agence italienne). Ils agiraient pour le compte de la commission des adoptions internationales italienne. Et ce, en violation de la procédure en la matière. A ce jour, les motivations de ce déplacement nocturne d’enfants ne sont pas connues.

            « Dans la nuit du 29 décembre 2014, trois hommes envoyés par les autorités italiennes de l’autorité centrale en charge des adoptions internationales (CAI) ont procédé au déplacement, à 22 heures, du centre d’hébergement “Maison familiale Ange Gabrielle” dans la Commune de Mont-Ngafula à Kinshasa, des enfants adoptés par des couples italiens », a confié un activiste de droits de l’Homme. Selon lui, ces sujets et leur butin auraient pris une destination inconnue. Ce forfait aurait été commis avec la naïveté des responsables du centre d’hébergement « Ange Gabrielle ». Tous les efforts fournis pour joindre les responsables de ce centre sont restés vains.

            D’autres sources indiquent que les motifs de cette opération d’ « enlèvement nocturne » ne sont pas bien élucidés. Selon les habitants du quartier, des pleurs d’enfants et autres cris étaient entendus aux environs de 22 heures. Des enfants visiblement traumatisés ne voulaient pas cheminer avec leurs accompagnateurs. « Habillés en pyjama, ces enfants ont embarqué dans un véhicule par les intermédiaires de leurs parents adoptifs », a confié un habitant du quartier sans autres détails.

            Au ministère du Genre, de la famille et de l’enfant, on affirme avoir reçu la correspondance d’un juge pour enfants, dénonçant l’illégalité de ce geste. A partir de ce lundi, les services du ministère du Genre projettent d’effectuer une descente au quartier Maman Mobutu, commune de Mont-Ngafula (Kinshasa) pour s’enquérir de la situation. « Jusqu’à la preuve du contraire, l’adoption d’enfants a été suspendue par l’autorité compétente. Toutefois, si les faits allégués s’avèrent vrais, des responsabilités devront être établies à tous les niveaux », a confié un expert du ministère du Genre.

            Certaines organisations de la société civile promettent de saisir les instances compétentes afin que de tels égarements ne se reproduisent plus.

            En RDC, les adoptions internationales sont suspendues depuis septembre 2013. Ces dispositions ont été prises à cause de certaines irrégularités constatées en cette matière.

            Rappelons qu’en septembre 2014, la Direction générale de migrations (DGM) a maintenu l’interdiction de l’adoption internationale des enfants en RDC. Alors que la durée de l’interdiction de l’adoption internationale des enfants congolais était prête à s’achever, la DGM avait annoncé le maintien de cette décision prise en octobre 2013 pour une année.

            Dans un communiqué publié jeudi 25 septembre 2014 à Kinshasa, la DGM avait indiqué que cette décision était maintenue « jusqu’à nouvel ordre ».

            En octobre 2013, le directeur général de migrations, François Beya, avait expliqué avoir décidé de la suspension de l’adoption internationale des enfants congolais à la suite des informations sur des secondes adoptions voire de traite d’enfants adoptés en RDC. A l’époque, les chiffres fournis par la DGM indiquaient que 1. 106 enfants congolais adoptés avaient quitté le pays pour rejoindre des parents adoptifs dans 15 pays étrangers entre 2009 et 2013. Ce qui fait une moyenne d’environ deux cents enfants qui quittaient le pays chaque année au cours de cette période. En Belgique, signalait-on à la DGM, le maximum était de vingt enfants adoptés chaque année.

            Published By www.KongoTimes.info - © KongoTimes! - All Rights Reserved.

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            • #7
              Sono state fatte le smentite !!! E io ne so qualcosa di certo !!! Non parlo per partito preso che sia chiaro !!! Se non devo fidarmi della Cai di chi mi devo fidare? Di chi mi ha preso in giro di chi mi ha raccontato delle bugie !!! Io sono dalla parte della giustizia !!! Per il bene di mia figlia è di tutti gli altri bimbi ho finito di credere alle favole !!!!! Sempre e forza Cai !!! E se parlate tanto per farlo è meglio tacere , informarsi tramite dei giornali non èquilvale a sapere la verità !!!! Congomamma a favore della Cai

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              • #8
                Leggete il comunicato Cai che è stato fatto un po di giorni fa propio a riguardo di questo situazione !!!!!! Chi parla e il governo non uno qualsiasi

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                • #9
                  Concordo con Giulia.

                  Originariamente Scritto da giulia Visualizza Messaggio
                  Leggete il comunicato Cai che è stato fatto un po di giorni fa propio a riguardo di questo situazione !!!!!! Chi parla e il governo non uno qualsiasi
                  Last edited by debi77; 16-02-15, 10:41 .

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                  • #10
                    sempre avanti debby !!


                    QUOTE=debi77;175239]Concordo con Giulia.[/QUOTE]

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                    • #11
                      Anche io concordo con Giulia. Al di là di tutto il polverone, che sembra sollevato ad arte, se una coppia ha revocato mandato (e tutte quelle Aibi lo hanno fatto, o sbaglio ?), non possono che fidarsi della CAI, che attualmente gestisce il loro iter. Fortunatamente ho concluso il mio iter (con Aibi) ad aprile 2013, ma mi sono chiesto, se mi avesse contattato la CAI, o anche senza contatto, se avessi sentito tutte queste notizie strane, e soprattutto avessi visto il mio ente, andare come un treno contro la CAI, che fino a cambio di legge, è l'autorità deputata al controllo e alla eventuale revoca degli enti; ma che avrei fatto ? Mi sa, niente di diverso da tutte le coppie ex-Aibi.

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