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Mali nel cuore

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  • #76
    Scusa Debora ma Paola aveva cambiato paese.. L' abbinamento e' del Congo...

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    • #77
      Originariamente Scritto da Giaffa Visualizza Messaggio
      Scusa Debora ma Paola aveva cambiato paese.. L' abbinamento e' del Congo...
      Ops, mi sa che mi sono sbagliata..................

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      • #78
        Ho guardato meglio ma il cambio del paese adottivo di Paola non lo ha scritto nel topic Future Mamme...........per cui non lo sapevo.............comunque l'importante è che sia stata abbinata, ogni paese ha tanti bimbi in attesa e pare che il Congo in questo momento vada alla grande!

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        • #79
          Originariamente Scritto da pausania Visualizza Messaggio
          ma sul sito aibi si parla di una chiusura delle adozioni in mali, ma è confermato?
          ho letto anch'io l'articolo di Ai.Bi. e pare proprio di sى anche se c'è una correzione:

          Per informazione corretta aggiungo all’articolo:
          1) il Mali ha firmato e ratificato la Convenzione dell’Aja. Non avendola denunciata, è ancora in vigore.
          2) il giorno 8 novembre si riuniscono in Francia i paesi europei adottanti per chiarire la situazione.
          3) nessuna legge è retroattiva e pertanto i dossier depositati dovrebbero andare a conclusione.

          Giusto per non creare panico tra le famiglie dei 4 enti che operano in Mali.

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          • #80
            Cinque mesi di maternità anche alle cocopro che adottano

            Anche le lavoratrici a progetto o autonome che adottano un bambino hanno diritto a cinque mesi di maternità, non solo a tre. Lo dice la Corte Costituzionale con la sentenza n. 257/2012, depositata ieri e firmata da Alessandro CRISCUOLO (anche il allegato). Il caso esaminato è quello di G.G., lavoratrice autonoma, iscritta alla gestione separata, che aveva ottenuto l’affidamento preadottivo del minore K.A.
            La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 64, comma 2, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità) e successivi, nella parte in cui riconosce alle lavoratrici iscritte alla gestione separata che abbiano adottato o avuto in affidamento preadottivo un minore un indennità di maternità per un periodo di tre mesi anziché di cinque mesi.

            Le osservazioni del giudice partono dal rilevare la discriminazione fra le due tipologie di lavoratrici, ma la cosa più interessante è che si sottolinea il fatto che questa discriminazione danneggia il bambino, non tanto le donne. Il giudice infatti osserva che il sistema normativo a tutela della maternità ha subيto, nel nostro ordinamento, una lunga evoluzione per cui oggi la maternità non è più uno strumento che ha «il fine precipuo ed esclusivo di protezione della donna», ma è destinata «anche alla garanzia del preminente interesse del minore, che va tutelato non soltanto per quanto attiene ai bisogni più propriamente fisiologici ma anche in riferimento alle esigenze di carattere relazionale ed affettivo, collegate allo sviluppo della sua personalità (sentenze n. 385 del 2005 e n. 179 del 1993)».

            Nell’ambito del lavoro autonomo tale equiparazione non è stata realizzata, permanendo un regime differenziato tra madri biologiche e adottive, per cui le prime godono del trattamento di maternità per cinque mesi e le seconde per i tre mesi successivi all’ingresso del bambino in famiglia. «Ad avviso del rimettente, il diverso trattamento ai danni delle madri adottive risulta irragionevole, in quanto queste ultime, siano esse lavoratrici dipendenti o autonome, hanno le stesse esigenze in ordine all’inserimento in famiglia del bambino adottato ed in quanto la disparità non puٍ trovare giustificazione nelle differenze esistenti tra lavoro autonomo e dipendente, posto che tali differenze non riguardano il diritto delle madri di assistere il bambino; e, infatti, esse non rilevano ai fini del trattamento della maternità per le madri naturali».

            E ancora: «Tale principio è tanto più presente nelle ipotesi di affidamento preadottivo e di adozione, nelle quali l’astensione dal lavoro non è finalizzata solo alla tutela della salute della madre, ma mira anche ad agevolare il processo di formazione e crescita del bambino (sentenza n. 385 del 2005), creando le condizioni di una più intensa presenza degli adottanti, cui spetta (tra l’altro) la responsabilità di gestire la delicata fase dell’ingresso del minore nella sua nuova famiglia. In questo quadro, non si giustifica, ed appare anzi manifestamente irragionevole, che, con riferimento alla stessa categoria dei genitori adottivi, mentre alle lavoratrici dipendenti, che abbiano adottato o avuto in affidamento preadottivo un minore, spetta un congedo di maternità (con relativa indennità) per un periodo massimo di cinque mesi, sia in caso di adozione (o affidamento preadottivo) nazionale che internazionale (art. 26, commi 1, 2 e 3 del d.lgs. n. 151 del 2001), alle lavoratrici iscritte alla gestione separata sia riconosciuta un’indennità di maternità per soli tre mesi. L’irragionevolezza di tale trattamento differenziato è palese, ove si consideri che, in entrambi i casi, si verte in tema di adozione o di affidamento preadottivo».

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            • #81
              Petizioni contro le posizioni del Tribunale di Roma




              Vi invito a guardare il video su questo link http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi...6d9050b75.html



              Se siete d'accordo unitevi a noi nel scrivere questa lettera a Max Lauda*** - Striscia la notizia.


              Indirizzi dove poterla mandare: [email protected]***.com - [email protected]***.com - [email protected]

              Caro Max, come genitore adottivo mi sento profondamente turbato da quanto visto in televisione su Rai1.
              Nella trasmissione Uno Mattina, il Presidente del Tribuunale di Roma, Dottoressa Cavallo, ha espresso chiaramente la volontà di ostacolare l'adozione di bambini già grandicelli, impedendo di fatto a questi bambini il sacrosanto diritto di avere una famiglia, di poter abbracciare una mamma ed un papà. E' incredibile ma è cosى.
              Ti chiedo pertanto a te che da sempre combatti l'abbandono dei minori di voler fare qualcosa e di voler rappresentare tutti noi, famiglie adottive, contro queste assurde prese di posizione che vanno contro i bambini.
              Si dovrebbe ricordare alla Dottoressa Cavallo, che presiede a Roma il "tribunale PER i minorenni" che, in funzione della carica che riveste, dovrebbe adoperarsi per far si che questi bambini abbiano una possibilità di avere un briciolo di giustizia dalla vita che è stato loro negato, IL DIRITTO AD AVERE UNA FAMIGLIA!.

              Di seguito Ti posto a tal proposito una lettera molto toccante di una ragazza adottiva pubblicata sul sito di AIBI, associazione di cui tu sei uno dei principali testimonial, affinchè si possa comprendere l'assurdità di queste prese di posizione da parte di magistrati preposti alla tutela dei minori.
              In calce troverai anche molti commenti di dissenso di genitori adottivi contro questa assurda affermazione e, sul sito, le parole di AIBI che dimostrano, dati alla mano, come queste prese di posizione siano fuori dalla realtà del mondo delle adozioni che ha consentito a tantissimi bambini in età scolare di poter abbracciare i propri genitori.

              Grazie per tutto ciٍ che fai e che stai facendo
              (Nome Padre - Nome Madre) , Genitori adottivi


              Scusate fin da subito la mia impulsività, ma non sono arrabbiata sono arrabbiatissima. E mia mamma lo è ancora di più.

              Mi chiamo renata, ho 17 anni, vivo a milano e sono stata adottata dal brasile 4 anni fa, quando avevo 13 anni.

              Stamattina ero a casa da scuola con l’influenza e facendo zapping ho sentito che si parlava di adozioni e mi sono soffermata su quel canale.

              Ho iniziato ad arrabbiarmi e ora sono qui a scrivervi perché dovete fare qualcosa: Il presidente del tribunale di roma ha detto, senza vergogna, che io non avrei avuto diritto alla mia famiglia se i miei fossero stati romani (e grazie a *** invece sono di milano).

              Questa signora dovrebbe venire a vedere la mia vita, la mia famiglia e il mio futuro..e pensare…!

              Anche se il mio dovesse essere l’unico caso di adozione fantasticamente riuscito, chi è lei per negarmi questa opportunità? E mamma ha quasi gridato al televisore: Chi è lei per negarmi di incontrare mia figlia? (sono orgogliosissima della mia mamma!).

              Vuole venire con me a san paolo a vedere cosa ho fatto nei 13 anni passati li’ (mi ricordo tutto)? Vuole provare a vivere in strada e a subire quello che, prima che arrivassero a prendermi mamma e papà, ho sopportato? Lo sa che “lavoro” faceva la nonna…e che stavano per far fare anche a me? Non ha idea di cosa sia la vita in una favelas, eh! La presidente mangiava dalla spazzatura da piccola, vero? Rubava per portare a casa i soldi, vero? E la picchiavano quasi tutti i giorni, vero? Non andava a scuola?

              Ma mi faccia il piacere, comodo nascere in italia e poi dire che le adozioni internazionali dei bambini grandi sono fallimenti…e questa parola la riservi a se’ stessa, casomai, per cortesia.

              E ora ha il coraggio di negare a tutti gli altri bambini che non hanno avuto la mia fortuna il diritto di trovare una famiglia e scoprire la vita e l’amore di due genitori…ma mi scusi, lei chi è???? Chi crede di essere?????

              Meno male che la signora marzia di ai.bi. Ci ha difesi e mamma sta cercando di parlare con lei per far qualcosa…meno male che i miei genitori sono di milano…

              per la cronaca, se la signora presidente del tribunale vuole saperlo, “il suo fallimento” è anche la prima della classe.



              Renata

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              • #82
                Petizione "L'adozione non è una "opera di bene" di una società accogliente, ma il segnale di saper guardare lontano."

                Carissimi,
                vi sottopongo questa petizione che una persona mi ha consigliato vivamente: si chiedono varie cose, tra cui quelle che ci toccano più da vicino sono la richiesta che la CAI venga riorganizzata in modo da far fronte anche ai problemi che si creano nei paesi da cui si adotta (con costituzione di unità di crisi, di rappresentante in ambasciata, garanzie per le coppie...)
                Evidentemente la CAI cosى com'è ora, lo vediamo chiaramente, non fa niente per tutelare le coppie adottanti, e ce ne siamo bene resi conto.

                Vi metto il link:

                http://www.petizionepubblica.it/Peti...px?pi=Coor0113


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