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cerco utente che era su vecchio forum e ha la mia stessa esperienza!

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  • cerco utente che era su vecchio forum e ha la mia stessa esperienza!

    salve a tutti,ho letto solo oggi sul vecchio forum un post del 2011 in cui l utente "e difficile" raccontava la sua esperienza di padre adottivo di una bambina disabile e sembrava raccontasse la mia storia!purtroppo non è più possibile mandare messaggi privati agli utenti del vecchio forum...qualcuno sa dirmi come posso contattarlo?o sa chi è? ho assoultamente bisogno di raccontargli la mia storia per avere consigli e pareri...e magari per sapere come va cpn la sua bambina!!!Aiutatemiiii vi prego!! il post iniziava cosi."La storia:
    Sono un padre (adottivo) di una bambina disabile, con ritardo mentale lieve.
    Non e' la nostra unica figlia, abbiamo anche un figlio-biologico.
    La nostra storia e' "semplice".
    Abbiamo atteso 3 anni per l'abbinamento. ...."

  • #2
    Ciao,
    Eccomi, dopo tanto tempo sono tornato sul forum.
    Fammi sapere di cosa hai bisogno.

    ciao

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    • #3
      Gentile utente momima, purtroppo non è possibile risalire agli utenti del vecchio forum. Anni fa abbiamo dovuto abbandonare il vecchio Forum, pieno di bug ed errori, e approdare a questa nuova piattaforma.

      Comment


      • #4
        Originariamente Scritto da rieccomin Visualizza Messaggio
        Ciao,
        Eccomi, dopo tanto tempo sono tornato sul forum.....
        P.S. Ho cambiato nickname perche' non ricordo piu' la password vecchia, quindi ho ricreato l'account.

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        • #5
          Scusate, forse non sono stato chiaro....l'utente che lei sta cercando SONO IO....

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          • #6
            Parte-1

            Salve,
            Come dicevo ieri, qualche anno fa ho scritto questo post....

            “Sono un padre (adottivo) di una bambina disabile, con lieve ritardo mentale.

            Non è la nostra unica figlia, abbiamo anche un figlio biologico.

            La nostra storia e’ “semplice”, ma non per questo facile da accettare.

            Abbiamo atteso 3 anni per avere un abbinamento. Quando è arrivato, eravamo ovviamente al settimo cielo, come qualunque coppia. Ricordo quel momento perfettamente, come la nascita dell’altro figlio, potrei descriverne ogni fotogramma.

            Abbiamo accettato subito e dopo poco siamo partiti per andarla a prendere…

            Quando siamo arrivati sul posto, ci siamo subito accorti che qualcosa non andava: la scheda diceva, tra le varie cose, ”ritardo dello sviluppo cognitivo”. Abbiamo chiesto più volte conferma – al referente, all’associazione – ma tutti ci hanno assicurato che i problemi della bambina dipendevano dall’abbandono e che si sarebbe risolto velocemente…

            Al ritorno a casa, abbiamo parlato anche con medici, pediatri, specialisti e ancora tutti ci hanno rassicurato sulla “pronta guarigione”. Solo una la voce fuori dal coro: una psicologa, amica di famiglia (il nostro grillo parlante), ci ha messo in guardia sui rischi a cui andavamo incontro.

            Noi lo sapevamo, e lo sapeva soprattutto mia moglie, che qualcosa “non andava”.

            Quello che non sapevamo era cosa fare: da una parte c’era il desiderio di costruire una famiglia, la compassione per una bambina che stava all’inferno, e dell’altro la paura della disabilità, del futuro che ci aspettava.

            Abbiamo pianto tanto, abbiamo maledetto quel posto, maledetto l’adozione…

            Ma alla fine ha vinto i nostro desiderio di formare una famiglia e di “salvare” quella bambina, anche contro il destino. Forse siamo stati codardi (nel non saper dire di no) o forse siamo stati coraggiosi (nell’accettare una situazione difficile), ancora oggi non lo so dire. Credo che siano vere entrambe le cose.

            Adesso sono passati 4 anni: nostra figlia e’ migliorata tanto, tantissimo, ma rimane una bambina… “disabile”. Il grillo parlante, la psicologa, è sempre con noi. Anzi, come per Pinocchio, è una delle poche persone che ci è rimasta sempre accanto, anche nei momenti peggiori. Insieme a lei, ho potuto contare sull’aiuto del mio pediatra (il pediatra che ha curato me, che sono adulto, da bambino e che quindi è molto anziano e molto saggio, avendone viste fin troppe), che ha ascoltato e continua ad ascoltare i racconti delle nostre sconfitte quotidiane. “Ragazzi miei” ci dice, “questa è la vita, che cosa vi aspettavate?”. Banale magari, ma vero… E con questo ci chiude la bocca, regolarmente.

            Sono stati anni faticosi: tanto lavoro, tanta pazienza, tanti impegni (logopedista, insegnante di sostegno) e anche tante difficoltà e tanta paura: le cose non si sono risolte, anzi probabilmente il peggio deve ancora arrivare. Mia figlia rimane disabile e lo sarà per sempre.

            In questi anni, spesso abbiamo pensato di rinunciare, di tornare indietro.

            Ce lo ha impedito soprattutto la compassione: che colpa ha nostra figlia di questo destino? ب nata da una madre disperata, che l’ha prima rovinata (chissà in quale modo) e poi abbandonata… di chi è la colpa?

            Ma ha senso costruire un legame genitori-figlia anche (o solo?) sulla compassione? E noi, in questa situazione come ci dobbiamo comportare? Abbiamo scelte? Secondo noi NO, non ne abbiamo: per noi rimandare nostra figlia in Istituto non è tra le scelte possibili. E non lo diciamo con l’orgoglio eroico dei santi in terra, ma con la sofferenza nel cuore e con il nodo alla gola.

            Quindi la nostra serenità è sempre instabile: passiamo dalla tristezza profonda per un fallimento all’euforia di un successo. Diventiamo matti e non dormiamo per le difficoltà che nostra figlia ha, per le cose che non riesce a fare e imparare, malgrado il tempo enorme che ci investiamo. Poi perٍ facciamo festa per i piccoli successi (che per quasi tutti i bambini sono la normalità) e allora pensiamo che tutto sia possibile: abbiamo fatto i salti di gioia quando nostra figlia ha imparato ad andare in bici da sola, senza ruote… Ai giardinetti ci guardavano come marziani.

            Lei è diversa (perché un disabile, in Italia, purtroppo e’ una persona diversa) e anche noi, con lei, ci sentiamo diversi ma, come tutti gli essere umani, lei e noi vorremmo essere uguali.

            Questa esperienza, che immagino sia simile a tante altre storie, mi ha fatto sorgere mille domande a cui ho provato a darmi risposta da solo:

            - Abbiamo fatto bene ad adottarla?
            Sى, assolutamente, nonostante le difficoltà, LEI HA UNA FAMIGLIA ED ب FELICE, COME NON AVREBBE MAI POTUTO ESSERE.

            - Lei è nostra figlia?
            Sى, “purtroppo” sى, nonostante talvolta noi cerchiamo di convincerci del contrario (non l’abbiamo fatta noi, non è “colpa” nostra…), per sentire meno il peso delle difficoltà, lei rimane nostra figlia. E so che faremo qualunque cosa perché possa avere la migliore vita possibile.

            - Se potessimo tornare indietro (sapendo quello che ci aspetta), lo rifaremmo?
            NO, non lo rifaremo per tutto l’oro del mondo.

            - Se potessimo tornare indietro (NON sapendo quello che ci aspetta), lo rifaremmo?
            SI. Nella stessa situazione, rifaremo le stesse scelte.

            Chiudo riadattando una frase, letta di recente: ‘La propria storia e la propria famiglia non si fa con i “se”, ma con i “nonostante”’.

            Un abbraccio a tutte le ‘famiglie-nonostante’”.

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            • #7
              Parte-2

              momima mi chiedeva cosa e' successo in questi ultimi anni...in sintesi...

              TUTTO OK:
              - Mia figlia e' (credo e spero) felice e serena. A me sembra che abbia vissuto e stia vivendo una infanzia bella, ricca di belle esperienze e di persone che le vogliono bene
              - Mia figlia continua a migliorare, su tutti i fronti. Ha fatto grandi conquiste, e ha una voglia di vita e una voglia di "esserci" impressionante
              - Noi genitori siamo molto piu' sereni, siamo piu' forti e ci siamo tolti dalla mente tanti fronzoli (e ci e' cresciuto qualche pelo in piu' sullo stomaco...)

              NONOSTANTE:
              - Mia figlia rimane disabile e quindi diversa, e questo fa male a lei e fa male a noi
              - Purtroppo, crescendo, la socializzazione diventa piu' difficile: lei vorrebbe tanto avere amici, ma sappiamo che, nel mondo, i disabili non sono bene accetti. Abbiamo scoperto contesti, come gli scout, in cui ci sono persone veramente eccezionali, che hanno accettato mia figlia, senza farsi troppi problemi
              - Noi ancora ci arrabbiamo per le sue difficolta', talvolta anche con lei, e poi ci arrabbiamo con noi stessi perche' ci siamo arrabbiati...alla fine ci sentiamo da schifo, ma poi passa

              Quindi STIAMO TUTTI BENE: lei va avanti a testa alta e noi la seguiamo a ruota....siamo sempre i soliti genitori confusi, immaturi, arrabbiati...ma piano piano ci stiamo accettando per come siamo.

              Questa e' la nostra "famiglia-nonostante" e guai a chi ce la tocca.

              Un abbraccio e un in bocca al lupo a tutti.
              Last edited by rieccomin; 16-06-15, 02:01 .

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