Emergenza Siria
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Discussione: Congedo di maternita'

  1. #1

    Congedo di maternita'

    Emergenza Siria
    ciao a tutti, spero che qualcuno sappia aiutarmi.
    allora.. il congedo di maternità spetta alla madre lavoratrice per max 5 mesi ma può essere fruito anche dal padre in caso di rinuncia, anche parziale, da parte della madre. Inoltre possono rientrare nella maternità anche i periodi di permanenza all'estero.
    io vorrei sapere se la richiesta di maternità per i viaggi può essere fatta prima di partire o si recupera in maniera retroattiva quando il bimbo arriva in Italia e in che modo possiamo alternarci nella richiesta del congedo di maternità perchè sincermante negli uffici di competenza(patronato) ne sapevano meno di noi!
    grazie

  2. #2
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    Ciao Lella io avevo chiesto all'inps prima di partire per l'ultimo viaggio e mi era stato detto che per la maternità obbligatoria (i 5 mesi per internderci) dovevano essere fruiti dalla madre, per quanto riguarda invece il congedo parentale facoltativo dei successivi 7 mesi poteva essere suddiviso x entrambi i coniugi. Noi avendo fatto i 2 viaggi ad agosto avevamo usufruito delle ferie ed è partita la maternità dal gg del rientro e non sapendo prima quando sarebbe stato abbiamo fatto le pratiche retroattive. Fai conto che siamo rientrati il 01 settembre e sono stata all'inps circa il 6 ma tutto è iniziato regolarmente il 01 settembre. Io penso che puoi usufruire della maternita solo per l'ultimo viaggio perche lo allacceresti poi al periodo dopo il rientro, non so se puoi iniziarla per il 2° poi sospenderla e riattivarla. Comunque anche io avevo avuto la tua stessa impressione, per la maternità adottiva nelgi uffici non sono sempre preparati. Un caro saluto e sei hai bisogno non esitare anche in mp ciao

  3. #3
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    Io ho fruito della maternità anche per il primo e il secondo viaggio
    e i giorni mi sono stati "scalati" dalla maternità disponibile al momento del rientro in italia con la bambina,
    naturalmente però così facendo ho tenuto le ferie.
    Praticamente ho usato circa uno dei 5 mesi prima dell'ingresso in italia,
    è stata una scelta, potevo usare le ferie e tenere tutta la maternità per dopo.

    Io sono una dipendente pubblica quindi ho l'inpdap e non l'inps ma questo credo sia uguale.
    Ti consiglio di fare qualche ricerca in rete
    sulle norme
    perchè effettivamente il nostro è una caso un po' particolare e molti non ne sanno,.
    Io sono fortunata perchè ho una reesponsabile del persoanle molto brava,
    ma comuqnue ho fatto ricerche anche io.
    E ricordati una cosa molto importante:
    quando torni a lavorare ti spettano 2 ore di allattamento al giorno.
    fino ad un anno dal rientro in italia della bambina.
    Ciaoo

  4. #4
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    per quanto riguardano i 5 mesi obbligatori, come per la maternità biologica, può usufruirne sia il marito che la moglie

    ho una coppia di amici, che essendo lei padrone di se stessa, usufruirà di tal periodo il marito!
    è ovvio che poi nella stragrande maggioranza dei casi è la mamma che la fa

    per quanto riguarda da quando farla partire......... oddio.... io sto usando le ferie per i viaggi, anche perchè nei 5 mesi di maternità obbligatoria cmq maturi le ferie al 100% quindi hai poi quelle maturate e personalmente preferisco rimanere a casa il + possibile una volta che arriva

    la maternità non te la possono revocare, le ferie (se ti servono dopo) si........

  5. #5
    grazie per le vs. risposte.. giusto per precisare in caso di maternità biologica il padre può usufruirne solo in caso di grave infermità o morte della madre invece in caso di adozione puo' usufruirne il padre totalmente o parzialmente in caso di rinuncia da parte della madre. cmq mio marito ha telefonato alla CAI per chiedere queste informazioni e hanno detto che si può fare, cioè si può usare la maternità x i viaggi, come ha fatto Eleda, e anche dividersi la maternità. ora la cosa importante che negli uffici sappiano come procedere con queste pratiche, ma in questo periodo di ferie sembra che si fermi il mondo e la risposta spesso è: manca il collega che se ne occupa, che scandalo! quindi speriamo nella prossima settimana quando un po' tutti saranno rientrai dalle ferie! volevo chiedere a Eleda: quindi tu tutta la documentazione per la maternità e anche per recuperare i viaggi l'hai fatta al rientro dal terzo viaggio?
    il mio problema è che noi vorremmo fare in questo modo:
    per il primo viaggio abbiamo consumato entrambi ferie(erano solo 4 gg.), per il secondo e terzo viaggio invece vorremmo io consumare ferie e lui usare la maternità(perchè ha poche ferie) e al rientro andare io in maternità e lui cercare di stare almeno un paio di settimane a casa per stare almeno all'inizio tutti e tre insieme. lo so è un pò complicato, cmq se avrò delle spiegazioni in più in questi giorni vi farò sapere, può sempre servire a chi come me non ha ancora concluso l'iter adottivo.
    a presto

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Lella Visualizza Messaggio
    grazie per le vs. risposte.. giusto per precisare in caso di maternità biologica il padre può usufruirne solo in caso di grave infermità o morte della madre invece in caso di adozione puo' usufruirne il padre totalmente o parzialmente in caso di rinuncia da parte della madre. cmq mio marito ha telefonato alla CAI per chiedere queste informazioni e hanno detto che si può fare, cioè si può usare la maternità x i viaggi, come ha fatto Eleda, e anche dividersi la maternità. ora la cosa importante che negli uffici sappiano come procedere con queste pratiche, ma in questo periodo di ferie sembra che si fermi il mondo e la risposta spesso è: manca il collega che se ne occupa, che scandalo! quindi speriamo nella prossima settimana quando un po' tutti saranno rientrai dalle ferie! volevo chiedere a Eleda: quindi tu tutta la documentazione per la maternità e anche per recuperare i viaggi l'hai fatta al rientro dal terzo viaggio?
    il mio problema è che noi vorremmo fare in questo modo:
    per il primo viaggio abbiamo consumato entrambi ferie(erano solo 4 gg.), per il secondo e terzo viaggio invece vorremmo io consumare ferie e lui usare la maternità(perchè ha poche ferie) e al rientro andare io in maternità e lui cercare di stare almeno un paio di settimane a casa per stare almeno all'inizio tutti e tre insieme. lo so è un pò complicato, cmq se avrò delle spiegazioni in più in questi giorni vi farò sapere, può sempre servire a chi come me non ha ancora concluso l'iter adottivo.
    a presto
    io, per ogni viaggi, ho fatto fare una certificazione dell'ente che diceva le date dei soggiorni e che ero via per l'adozione,
    mio marito ha usato delle ferie e io della maternità ( perchè d'accordo col mio datore di lavoro preferivamo così, ma è indifferente),
    poi al rientro sono entrata in maternità, nel mio ente hanno fatto partire la maternità poi il documentiod efinitivo che certifica tutto è quello del tribunale dei minori che però arriva diversi mesi dopo il rientro,
    perchè quello è il doc in cui c'è scritta proprio la data dell'entrata "fisica" del bambino in italia.
    Io so questo, almeno nel mio caso, perchè mio marito ha usato solo ferie per i viaggi e per stare un pochino a casa con noi.
    Certo che la certioficazione dei viaggi la può usare anche lui, credo, infatti il mio ente la faceva sempre indirizzata ad entrambi.

  7. #7
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    INPS, CIRCOLARE N. 16 DEL 4 FEBBRAIO 2008
    Art. 2, commi 452-456, Legge 24 dicembre 2007 n. 244 (Finanziaria 2008).
    Congedo di maternità/paternità e congedo parentale in caso di adozioni e
    affidamenti: sostituzione degli artt. 26, 31, 36 ed abrogazione degli artt. 27 e 37
    del D.Lgs. 151/2001 (T.U. della maternità/paternità).

    ........
    1.2 ADOZIONE INTERNAZIONALE
    Analogamente a quanto previsto in caso di adozione nazionale, la lavoratrice che adotta un minore
    straniero (ai sensi della legge 4 maggio n. 1983, n. 184, e successive modificazioni, artt. 29 e ss.)
    ha diritto all’astensione dal lavoro per un periodo pari a cinque mesi a prescindere dall’età del
    minore all’atto dell’adozione; il diritto spetta per l’intero periodo anche nel caso in cui, durante il
    congedo, il minore raggiunga la maggiore età.
    Il congedo può essere fruito nei cinque mesi successivi all’ingresso del minore in Italia risultante
    dall’autorizzazione rilasciata, a tal fine, dalla Commissione per le adozioni internazionali presso la
    Presidenza del Consiglio dei Ministri (art. 32, L. 184/1983). A tale periodo di congedo si aggiunge il
    giorno di ingresso in Italia del minore cosicché, anche nella fattispecie, il periodo massimo
    complessivamente spettante è pari a cinque mesi ed un giorno.
    Ferma restando la durata massima del periodo di astensione (cinque mesi ed un giorno), il congedo
    può essere fruito, anche parzialmente, prima dell’ingresso in Italia del minore, per consentire alla
    lavoratrice la permanenza all’estero finalizzata all’incontro con il minore ed agli adempimenti relativi
    alla procedura adottiva (comma 3); tale periodo di congedo può essere fruito anche in modo
    frazionato. Il congedo non fruito antecedentemente all’ingresso del minore in Italia è fruito, anche
    frazionatamente, entro i cinque mesi dal giorno successivo all’ingresso medesimo.
    La lavoratrice che per il periodo di permanenza all’estero non richieda o richieda solo in parte il
    congedo di maternità, può comunque avvalersi di periodi di congedo non indennizzati né retribuiti. Il
    godimento di tali periodi non è di interesse per l’Istituto (comma 4).
    I periodi di permanenza all’estero correlati alla procedura adottiva sono certificati dall’Ente
    autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione; pertanto, la domanda di
    indennità a titolo di congedo di maternità, relativamente ai suddetti periodi, dovrà essere corredata
    della suddetta certificazione. In mancanza, la domanda stessa potrà essere liquidata
    subordinatamente alla regolarizzazione mediante esibizione della documentazione richiesta.
    Si rammenta che le istruzioni di cui al presente paragrafo trovano applicazione anche laddove, al
    momento dell’ingresso del minore in Italia, lo stesso si trovi in affidamento preadottivo; tali sono
    le ipotesi in cui l’adozione debba essere pronunciata dal Tribunale italiano successivamente
    all’ingresso del minore in Italia ai sensi dell’art. 35, comma 4, L.184/1983. In caso di revoca
    dell’affidamento preadottivo pronunciata dal Tribunale, il diritto al congedo ed alla relativa indennità
    cessano dal giorno successivo; di tale circostanza la lavoratrice interessata dovrà darne opportuna e
    tempestiva comunicazione all’Istituto.
    In via transitoria, si fa presente che, relativamente agli ingressi in famiglia avvenuti nell’anno 2007,
    potranno essere indennizzati tutti i periodi di effettiva astensione dal lavoro ricadenti nell’anno 2008
    purché fruiti entro i cinque mesi successivi all’ingresso del minore in Italia. A tal fine, l’interessata
    dovrà esibire la documentazione attestante l’ingresso in Italia (vedi sopra).
    Nei limiti dei cinque mesi decorrenti dal suddetto ingresso, la lavoratrice che abbia fruito nel corso
    dell’anno 2008 di eventuali periodi di astensione dal lavoro ad altro titolo (congedo parentale, ferie,
    ecc.) potrà commutare il titolo dell’assenza in congedo di maternità ed ottenere, su domanda, il
    correlativo trattamento economico. Si precisa che non potranno essere indennizzati dall’Istituto i
    periodi di permanenza all’estero, già contemplati dalla normativa previgente, ricadenti nell’anno
    2007 ancorché riferentisi ad ingressi in Italia avvenuti nel 2008.

  8. #8
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    VI CITO ANCHE UNA DELLE PRINCIPALI CIRCOLARI INPDAP, QUINDI PER I DIPENDENTI PBBLICI
     MA NON RIESCO A COPIARLA QUI PERCHE' E' TROPPO LUNGA 
    
     CIRCOLARE INPDAP
    n. 12 del 07/07/2008
    Oggetto: Congedo di maternità, paternità e congedo parentale in caso di adozione e
    affidamento. Innovazioni introdotte dalla legge 24 dicembre 2007 n. 244 (legge
    finanziaria 2008).
    
    
    
    A seguito dell'entrata in vigore della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (di
    seguito, legge finanziaria 2008) il trattamento dei genitori adottivi ed affidatari è stato
    equiparato a quello dei genitori naturali per quanto riguarda i congedi di maternità,
    paternità e quelli parentali a prescindere dall'età del bambino adottato o affidato.
    Ed infatti, per effetto dell'art. 2, commi 452 - 456 della predetta legge, sono
    stati novellati l'art. 26 (congedo di maternità), l'art. 31 (diritti del lavoratore padre) e
    l'art. 36 (congedo parentale) del decreto legislativo 26 marzo 2001 n. 151 (T.U. delle
    disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della
    paternità) ed abrogati gli articoli 27 e 37 (dedicati alle adozioni ed affidamenti
    preadottivi internazionali), la cui disciplina è confluita nei nuovi artt. 26 e 36.

  9. #9
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    1. Congedo di maternità
    In base alla previgente disciplina il congedo di maternità poteva essere
    chiesto dalla lavoratrice che avesse ottenuto in affidamento o in adozione un
    bambino che, all'atto dell'adozione o dell'affidamento, non avesse più di sei anni di
    età o più di diciotto anni in caso di adozione internazionale.
    Il congedo poteva essere fruito durante i primi tre mesi successivi
    all'effettivo ingresso del bambino nella famiglia adottiva o affidataria.
    Il nuovo testo dell'art. 26, come sostituito dal comma 452 dell'art. 2 della
    legge finanziaria 2008, stabilisce invece che, in caso di adozione, il congedo di
    maternità spetta per un periodo massimo di cinque mesi, a prescindere dall'età del
    minore all'atto dell'adozione.
    In particolare:
    · nell'ipotesi di adozione nazionale il congedo in parola spetta
    durante i primi cinque mesi decorrenti dal giorno successivo
    all'effettivo ingresso del minore nella famiglia della lavoratrice. Al
    suindicato periodo deve essere aggiunto, per analogia con le madri
    biologiche, anche il giorno di ingresso nella famiglia; pertanto, il
    congedo complessivamente riconoscibile è cinque mesi ed un
    giorno;
    · nel caso di adozione internazionale, a prescindere dall'età del
    minore all'atto dell'adozione, la lavoratrice può fruire del congedo di
    maternità nei cinque mesi successivi all'ingresso del minore stesso
    in Italia risultante dall'autorizzazione rilasciata, a tal fine, dalla
    Commissione per le adozioni internazionali presso la Presidenza
    del Consiglio dei Ministri. Al periodo di congedo si aggiunge il
    giorno di ingresso in Italia. Diversamente dal caso dell'adozione
    nazionale va notato che il congedo in esame può essere goduto
    anche prima dell'ingresso del minore in Italia, cioè durante il
    periodo di permanenza all'estero finalizzato all'incontro con il
    minore stesso ed al perfezionamento degli adempimenti relativi alla
    3
    procedura adottiva; tale periodo di congedo può essere utilizzato
    anche in modo frazionato. La lavoratrice che, per il periodo di
    permanenza all’estero per la finalità suindicata, non richieda o
    richieda solo in parte il congedo di maternità, può fruire di un
    congedo non retribuito. L'ente autorizzato che ha l'incarico di
    curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di
    permanenza all'estero della lavoratrice;
    · la lavoratrice che ottiene in affidamento un minore ( ai sensi della
    legge n. 184/1983 e s.m.i.) ha diritto all'astensione dal lavoro per un
    periodo complessivo pari a tre mesi entro l'arco temporale di cinque
    mesi decorrenti dalla data di affidamento del minore all'interessata:
    entro i predetti cinque mesi il congedo in esame può essere fruito
    dall'interessata in modo continuativo o frazionato. Il congedo spetta
    a prescindere dall'età del minore all'atto dell'affidamento ed è
    riconosciuto, pertanto, anche per i minori che abbiano superato i sei
    anni di età, limite previsto dalla previgente disciplina.

  10. #10
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    1.2 Congedi in corso al 1° gennaio 2008: disciplina transitoria
    La legge finanziaria, entrata in vigore il 1° gennaio 2008, per alcuni aspetti
    esplica effetti anche sui periodi di congedo che si collocano a cavallo degli anni 2007
    e 2008.
    Per gli ingressi in famiglia o in Italia del minore avvenuti nell'anno 2007, gli
    eventuali ulteriori periodi di congedo riconosciuti in applicazione del citato art. 26
    novellato sono utilizzabili a condizione che ricadano dal 1° gennaio 2008 e che non
    sia già decorso il periodo di cinque mesi dall'ingresso in famiglia o in Italia del
    minore: in tali ipotesi, gli interessati possono avvalersi dell'estensione del periodo di
    congedo anche quando i tre mesi previsti dalla normativa previgente siano stati fruiti
    per intero nell'anno 2007.
    In presenza delle suddette condizioni la lavoratrice eventualmente
    astenutasi dal lavoro ad altro titolo (es: congedo parentale, ferie …) potrà fare
    richiesta di modificare il titolo dell’assenza in congedo di maternità, ma ovviamente
    solo relativamente ai periodi di effettiva astensione ricadenti nell’anno 2008.
    4
    Con riferimento alle adozioni internazionali non potranno essere
    riconosciuti a titolo di congedo di maternità i periodi di permanenza all’estero, già
    contemplati dalla previgente normativa, ricadenti nell’anno 2007 anche se riferentisi
    ad ingressi in Italia avvenuti nel 2008.
    In ordine all'ipotesi dell'affidamento, le nuove disposizioni si applicano agli
    affidamenti con decorrenza dal 1° gennaio 2008: nei casi di affidamenti disposti
    nell'anno 2007, il congedo eventualmente non utilizzato nei primi tre mesi
    dall'ingresso in famiglia del minore potrà essere fruito nell'anno 2008 purchè entro i
    cinque mesi dalla data di affidamento.

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