Si rinnova anche in questo mese di settembre la consolidata tradizione secondo cui le famiglie adottive e affidatarie della comunità La Pietra Scartata si ritrovano il primo sabato di ogni mese a recitare insieme il Santo Rosario per i bambini abbandonati di tutto il mondo. Per il mese di settembre il commento e la preghiera che accompagnano il brano del Vangelo secondo Marco (Mc 7,1-8.14-15.21-23) sono a cura dei coniugi Marialuisa e Massimo Cecchetti (Comunità Regione Veneto)


In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Commento
“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”.
Ci viene presentata una situazione di distanza e di rifiuto nei confronti di Gesù, della sua Parola. Appaiono in esame tre categorie di interlocutori:

  • i farisei ed alcuni scribi – Gesù non ha timore di denunciare la loro deformazione spirituale, la loro presunzione “religiosa”: in nome di tradizioni inventate dagli uomini trascurano il comandamento di Dio.
  • la folla – Gesù la richiama, la ammonisce: il male non è fuori dell’uomo, ma è annidato dentro di lui.
  • i discepoli – a loro si rivolge come maestro: è dal cuore degli uomini che escono i propositi di male e proprio tali propositi rendono l’uomo impuro, colui che si allontana dalla relazione profonda con Dio.

Ci sono migliaia di bambini, di giovani ragazzi esclusi da una relazione filiale. Come potranno mai generare legami significativi di vicinanza, mai sperimentati?
Su questo siamo interpellati: possiamo schierarci tra i farisei che difendono una religione costruita sulla nostra ipocrisia, possiamo essere spettatori della folla capaci di nasconderci dietro qualcun’altro, a criticare magari senza agire, possiamo essere tra i discepoli che ascoltano senza “compromettersi”. Ma Gesù oggi ci chiama a spenderci affinché non resti inascoltato il grido di ogni bambino abbandonato: un grido che nonostante il tradimento subìto, antepone la speranza di ritornare ad essere un figlio. Ma ci chiama anche a far fronte ai propositi di male che spesso si annidano nel cuore dei nostri giovani figli. Ci chiama a sostenerli e a restare saldi alla sua Parola, quando la forza del male subìto genera in loro sofferenza, rabbia, angoscia.


Preghiamo


Nel primo mistero gaudioso ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine.
Preghiamo perché la nostra coscienza non si abitui mai all’immagine degli occhi smarriti di coloro che dal mare attendono un “porto sicuro”. La nostra incapacità di accogliere non faccia perdere a tante “giovanissime vite” la fiducia nell’uomo.
Nel secondo mistero gaudioso ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta.
Preghiamo per tutte le famiglie che “non si sentono pronte” all’incontro con il loro figlio, aumenta in loro la fiducia e la grazia della fecondità del cuore.
Nel terzo mistero gaudioso ricordiamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme.
Preghiamo per le famiglie accoglienti che quotidianamente ci rivelano la meraviglia dell’”officina dei miracoli”, quale è l’adozione di un figlio.
Nel quarto mistero gaudioso ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe.
Preghiamo per quanti in Italia nei vari paesi hanno una responsabilità politica nei confronti dei bambini abbandonati, perché sappiamo agire sempre secondo giustizia.
Nel quinto mistero gaudioso ricordiamo il ritrovamento di Gesù nel Tempio.
Preghiamo per tutti i figli che hanno terminato troppo in fretta la loro fragile vita terrena. Sia il dono della loro breve esistenza il più grande conforto per le loro famiglie.