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Discussione: Una carezza e un sorriso per mantenere viva la speranza

  1. #1

    Una carezza e un sorriso per mantenere viva la speranza


    Seguendo una tradizione consolidata, le famiglie adottive e affidatarie della comunità La Pietra Scartata si ritrovano il primo sabato di ogni mese a recitare insieme il Santo Rosario per i bambini abbandonati di tutto il mondo. Per il mese di gennaio, il commento e la preghiera che accompagnano il brano del Vangelo di Matteo sono a cura dei coniugi
    Donatella e Adalberto Pacillo della comunità La Pietra Scartata della Campania.
    Come predetto nelle Scritture, Gesù inizia la sua predicazione nella natia Galilea invitando alla conversione ed annunciando l’imminente instaurarsi del Regno dei cieli. La sua buona novella è accolta con entusiasmo da folle sempre crescenti e provenienti da sempre più lontano perché il Regno annunciato ed atteso è percepito come la redenzione dalle proprie colpe e la riammissione nella casa del Padre, oltre che come la liberazione dalle ingiustizie e dalle sofferenze. Questa presenza, ancora oggi operante, ci chiama pertanto a porre attenzione a quell’annuncio per diffonderlo e praticarlo facendoci carico con sentimento di fratellanza delle difficoltà del nostro prossimo, ponendo attenzione ai bisogni dei più deboli e degli emarginati nei quali possiamo imparare a riconoscere Gesù.

    Vangelo secondo Matteo (Mt 4,12-17.23-25)

    In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta».
    Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

    COMMENTO

    Come predetto nelle Scritture, Gesù inizia la sua predicazione nella natia Galilea – appartenente alle terre di Zàbulon e Nèftali – invitando alla conversione ed annunciando l’imminente istaurarsi del Regno dei cieli.Gesù predica nelle sinagoghe e nelle contrade e la sua buona novella è accolta con entusiasmo da folle sempre crescenti e provenienti da sempre più lontano perché il Regno annunciato ed atteso è percepito come la propria palingenesi, come la redenzione dalle proprie colpe e la riammissione nella casa del Padre, oltre che come la liberazione dalle ingiustizie e dalle sofferenze.L’annuncio dell’imminenza del Regno – da misurare col metro dei tempi della Storia – attesta la venuta dell’Emmanuele ovvero la presenza di Dio che opera tra noi uomini.Questa presenza, ancora oggi operante, ci chiama pertanto – come accadde alle folle che in Galilea accorrevano ad ascoltare la parola del Messia – a porre attenzione a quell’annuncio di venti secoli or sono per diffonderlo e praticarlo facendoci carico con sentimento di fratellanza delle difficoltà del nostro prossimo, ponendo attenzione ai bisogni dei più deboli e degli emarginati nei quali possiamo imparare a riconoscere Gesù.In particolare siamo chiamati al soccorso dei più fragili tra tutti, ovvero dei bambini che hanno perso anche l’abbraccio di una mamma, abbandonati nella propria solitudine con intorno l’indifferenza del mondo. Per essi possiamo assicurare un sostegno materiale e spendere una carezza ed un sorriso, ma fare anche molto di più: possiamo accoglierli nelle nostre famiglie per assicurare loro protezione, sicurezza affettiva e guida educativa.PreghiamoNel 1° mistero gaudioso si contempla l’Annunciazione dell’Angelo a Maria.Preghiamo perché l’infanzia venga ovunque preservata nella innocenza, tutelata nei diritti ed aiutata a crescere nel Bene.

    Nel 2° mistero gaudioso si contempla la visita di Maria a Santa Elisabetta.Preghiamo perché ogni padre ed ogni madre possa trovare il sostegno necessario per superare i momenti difficili della propria vita per dedicarsi pienamente al sostentamento ed all’educazione dei propri figli.

    Nel 3° mistero gaudioso si contempla la nascita di Gesù.Preghiamo per i bambini di Aleppo e per tutte le vittime innocenti delle guerre che insanguinano il nostro pianeta perché trovino protezione ed accoglienza nell’immediato con la speranza che gli uomini imparino nel futuro ad aborrire i conflitti e ad amare la pace.

    Nel 4° mistero gaudioso si contempla la presentazione di Gesù al Tempio.Preghiamo perché gli operatori che si occupano dell’infanzia siano sempre profondamente motivati nel loro impegno.

    Nel 5° mistero gaudioso si contempla la perdita e il ritrovamento di Gesù fra i Dottori della Legge.Preghiamo perché le famiglie che accolgono minori in difficoltà attraverso gli istituti dell’affido e dell’adozione trovino intorno ad esse il sostegno di un ambiente parentale e sociale sereno, collaborativo ed aperto.


  2. #2
    Junior Member
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    Oct 2011
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    17

    ciao

    Ciao, sono di Verona e mi interessa sapere se in questa città esiste qualche gruppo della Associazione Pietra Scartata. Io ho adottato un figlio alcuni anni fà e sono venuta a conoscere tramite Internet della esistenza di questa associazione dove viene particolarmente sviluppata la dimensione spirituale della Adozione, cosa che mi interessa particolarmente per il mio cammino.
    Ho visto su internet come dicevo la associazione ma non c'è il link dei contatti.......
    Grazie e buon cammino a tutti!
    Isabella

  3. #3
    Junior Member
    Data Registrazione
    Oct 2011
    Messaggi
    17
    trovo molto bella questa riflessione in merito alla esperienza della adozione
    "Si accoglie una chiamata d’Amore che non si intravedeva da principio. Si era infatti partiti da una motivazione personale per arrivare a perdere noi stessi per qualcuno di più importante."
    E' vero e lo constato anche io come mamma del mio bambino e osservando la dedizione di altre mie amiche che hanno la peculiarità di essere delle mamme adottive.....sentiamo il privilegio di essere state chiamate a questa bella e faticosa realtà e lo sentiamo proprio come Il Dono della nostra vita nonostante le sfide e le fatiche quotidiane.

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